Con la presente silloge Mario G. B. Tamburello si impone autorevolmente con il doppio registro linguistico ed espressivo siciliano/italiano, fra le voci che stanno interpretando la temperie dolorosa del coronavirus, con straordinaria capacità espressiva e con il sostegno primario della visione.
 
 
 
 
Attraverso il “vivere pericoloso”, l’arte e la poesia, l’eros di Julius Evola (1898-1974) – come pensiero e virus – in pubblicazioni, convegni e manifestazioni dal 2005. Il nome di Evola continua a essere considerato, in alcuni ambiti, un tabù in Italia. Questo occultamento
 
Il 13 maggio 1981, in piazza San Pietro, si consuma uno degli attentati più gravi della storia recente. Un sicario, Ali Ağca, spara a Giovanni Paolo II per ucciderlo. Nel suo nuovo libro dal titolo “Il Papa doveva morire” (edizioni San Paolo), il giornalista Antonio Preziosi, a 40 anni di
 
Il romanzo ha come protagonista una ragazza come ce ne sono tante, con i suoi sogni, le sue aspettative, i suoi momenti sereni, ma anche le sue amarezze e delusioni, i suoi dolori e i suoi momenti di depressione.
 
Giuseppe Pappalardo è ben noto come poeta dialettale e come studioso e cultore del dialetto siciliano. Poesia e storia del dialetto sono sempre state da lui curate con pari interesse, anche perché nascono entrambe da un profondo amore per la sua terra. Lo studio delle espressioni linguistiche siciliane ha spinto
 
Ferdinando Bergamaschi è uno dei tanti giovani (avveduti) che si sono chiesti perché a scuola gli parlino solo dei crimini nazisti (non, nazionalsocialisti, perché allora salta fuori l’origine di fondo del pensiero sia di Mussolini che di Hitler, l’autoritarismo economico) e non dei crimini sovietici (pur 4 volte di più,
 
A cosa serve raccontare dopo tanti anni, la storia di un importante esponente comunista ceco fatto fuori dai suoi stessi compagni per ordine di Stalin. La risposta la lascio ai lettori. Mi riferisco al capo comunista Rudolf Slanskij, che aveva scalato la gerarchia comunista cecoslovacca fino a diventare segretario del
 
 
L’Archivio Storico dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, conservato presso il Centro Studi Casa Macchia di Roma, custodisce un ingente patrimonio documentario che si estende dai primi anni Trenta fino ai giorni nostri.
 

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