Lisa Sciortino, "I bronzi della collezione di Casa Museo Thule a Palermo" (Ed. Thule) - di A. T.
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- Category: Scritture
- Creato: 17 Marzo 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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L’ultimo libro della storica dell’arte Lisa Sciortino, non nuova allo studio di collezioni private, si intitola I bronzi della collezione di Casa Museo Thule a Palermo, edito da Fondazione Thule Cultura MMXXVI. Il volume, voluto dal collezionista Tommaso Romano, esamina e cataloga tutti i bronzi della variegata raccolta del professore.
Le ‘Stanze di Thule’ sono un concentrato di racconti e storie, di arte e materia, di colori e fantasie, di forme e sogni, impossibili da catturare con un celere colpo d’occhio. Tra tanta bellezza emergono, organicamente disposti nei diversi ambienti, i bronzi della collezione. Un mondo tutto da scoprire che con questa pubblicazione diviene noto e fruibile e in cui la meraviglia è insita proprio nell’oggetto, nella forma impressa dall’uomo, nella sua stessa eccezionale fattura. Tra le numerose opere si riscontrano firme prestigiose: da Pierre Jules Mene a Louis Albert Carvin, da Mario Rutelli a Pippi Starace, da Renato Marino Mazzacurati a Domenico Zora, dalla produzione Liberty a Biagio Governali.
La collezione è un viaggio nell’arte siciliana, nazionale e internazionale. Molte opere, anche se prive di firma, raccontano di una statuaria molto interessante e narrano la crescita degli artisti e l’evoluzione delle mode. Pure i piccoli oggetti, dai curiosi campanelli ai sinuosi svuotatasche Liberty, dagli eleganti vasetti agli insoliti posacenere, dai raffinati piccoli busti ai diversi sopramobili dalla forma di animale che affiancano armoniosamente le opere d’arte, raccontano di manufatti d’arredo che hanno fatto la storia della suppellettile privata borghese e aristocratica, campo non molto esplorato dalla ricerca scientifica anche perché il patrimonio artistico di uso profano, non solo isolano, è stato facile oggetto di dispersione legato sovente alle sorti delle famiglie nobiliari ma anche al mutare dei gusti.
Questa pubblicazione è un documento degli effetti del collezionare e di come il collezionismo sia stato nel tempo generatore di cultura e scongiura le parole di Max Jakob Friedländer: “È il destino della collezione privata che essa venga alla luce solo al momento della sua dispersione, che morendo essa celebri il suo creatore, e che di lei non rimanga nulla, se non un catalogo, accuratamente redatto, nel migliore dei casi”.




