Una storia falsificata sta cancellando l’Occidente

di Agostino Nobile

 

Di Facebook possiamo dire tutto il bene e il male che si vuole, ma certamente ci può insegnare qualcosa in più sull’ignoranza dilagante, nonché sulla psicologia umana. Si possono individuare all’istante gli individui che con nozioni di storia risibili postano luoghi comuni come verità assolute. Dopo un breve battibecco si viene a sapere che sull’argomento in discussione l’autore del post ha letto sì e no tre o quattro libri, ignorando che prima di leggere un libro di storia è necessario conoscere la tendenza politico-sociale dell’autore e la casa editrice. Così capita spesso che ci troviamo davanti a un muro di gomma. Avete mai sentito dire a un comunista convinto che il nazismo aveva i suoi lati positivi? Come può un ateo-marxista-laicista scrivere in maniera oggettiva sulla storia del cristianesimo? Personalmente, studio perlomeno da trentacinque anni le ricerche storiche scritte sia da agnostici e atei che da credenti cattolici e non, vivendone oltre dieci nei paesi non cristiani, prevalentemente musulmani. Dunque, non sono stato folgorato sulla strada per Damasco, ma dai fatti e dall’evidenze tangibili. E quando ti trovi a discutere nei post con tipi presuntuosi, forti – si fa per dire – di aver letto due o tre libri senza mai vivere nelle altre culture, capisci che le menzogne storiche hanno fatto più danni all’occidente di una guerra atomica. Nessuno voterebbe certi governi se conoscesse la storia, ed è questa ignoranza che ha reso milioni di cittadini allergici alle elezioni. Oltre alla confusione, da queste menzogne nascono le società liquide, il relativismo, il buonismo e il senso di colpa infondato dell’occidente. I giapponesi l’atomica l’hanno avuta, ma grazie al loro senso di appartenenza sono diventati una potenza tecnologica mondiale. Un’Europa che ignora il suo passato baloccandosi sulla sessualità umana variabile, non avrà nemmeno le lacrime per piangere, perché non sa più piangere.

La scuola, gli pseudo-storici anticattolici così come intellettuali, scrittori, giornalisti e TV, hanno divulgato e divulgano mezze verità e menzogne pesanti come montagne. Questi hanno azzerato qualsiasi forma di reattività a un laicismo e ad un islamismo sempre più aggressivi, al punto di cancellare il naturale rispetto per la propria cultura. Mi arrivano post che, assolvendo l’Islam che uccide e sgozza in non pochi paesi del mondo, ripropone le supposte violenze della Chiesa di otto secoli fa. A parte il fatto che questi individui per coerenza dovrebbero fare le valigie e traslocare in Pakistan, Iran o in un altro paradiso come l’Arabia Saudita dove la costituzione è rappresentata dal Corano, che senso ha parlare di ottocento o anche cento anni fa per dare un aspetto consequenziale ai crimini attuali? Lo storico serio, come il lettore più avveduto, contestualizza i fatti nel periodo in cui si sono verificati. Se duemila anni fa i romani crocifiggevano i delinquenti, non significa che la sindaca attuale di Roma ne è corresponsabile, a meno che il Comune non decidesse di legalizzare il supplizio piazzando le croci ai bordi dell’Aurelia. Ma in certi paesi islamici come l’Arabia Saudita, l’Iran e nell’arcinoto califfato dell’Isis, si continua a decapitare e a sgozzare come ai tempi di Maometto. Detto questo, le violenze dei cristiani erano la risposta a un Islam che durante secoli ha massacrato i cristiani e, per divino mandato, era deciso a conquistare e convertire con le buone o con le cattive l’Europa e il resto del mondo.

Oltre ai soliti sprovveduti che postano ingiurie, perché incapaci di esporre un pensiero coerente con dati documentati, o semplicemente perché hanno problemi caratteriali, devo sorbirmi certi individui convinti che la civiltà musulmana sarebbe stata il “faro”, la “luce” che ha arricchito la cultura europea. Se per cultura intendiamo il processo evolutivo della società come noi l’intendiamo, nei paesi non occidentali non esiste. La prima universitas, come oggi è concepita, è stata fondata dalla Chiesa a Bologna nel 1088, ma in altre forme esistevano già nei monasteri fin dall’Alto Evo. Le scuole collegate ai monasteri erano l’unica forma di istruzione per qualsiasi livello educativo. La prima università extra europea è stata fondata in Turchia, a Costantinopoli, nel 1453.

Se per Platone negli ospedali “Sono degni di cura solo i cittadini liberi e soprattutto quelli che possono guarire sicuramente”, i primi ospedali per tutti i sofferenti sono stati creati dalla Chiesa a partire dall’Alto Evo. In Europa si è sviluppata la scienza, la tecnologia, la filosofia, l’arte, l’architettura e la letteratura. È stata creata la forma del libro e del romanzo, la scrittura musicale e l’armonia, il treno, l’aeroplano, il motore, l’auto, l’elettricità, la lampadina, i farmaci che hanno debellato malattie anche mortali, gli occhiali, la penna a sfera, il cinema, la TV, il telefono, il computer, internet, fino alla lavatrice, l’aria condizionata, etc… Tutto importato dalle altre culture.

Molti anni fa, durante i primi viaggi nei paesi non cristiani mi sono posto la domanda che tutti dovrebbero chiedersi: come mai lo sviluppo ha avuto inizio in Europa e non, per esempio nella cultura induista, buddista o islamica? Leggendo i testi sacri di queste religioni ho avuto la risposta. Per i cristiani, l’universo è creato da un Dio perfetto, e come tale non poteva creare un universo irrazionale o buttato lì con nonchalance senza preoccuparsi dell’uomo. Se l’uomo è stato creato a immagine di Dio, significa che attraverso la razionalità può leggere l’opera del suo Creatore. Sono queste le ragioni che hanno spinto la Cristianità alla ricerca e allo sviluppo. Ed è per questo motivo che la Chiesa ha emarginato gli astrologi, gli alchimisti e i maghi, attività con le quali scientificamente e tecnologicamente l’uomo è rimasto al palo per migliaia di anni. Ha invece sovvenzionato e promosso la ricerca scientifica e la filosofia insegnandole nelle sue università fin dal Medioevo.

James Hannam, dottore in Storia e Filosofia della Scienza presso l’Università di Cambridge, autore del saggio The Genesis of Science: How the Christian Middle Ages Launched the Scientific Revolution (2011), selezionato per l’assegnazione del Royal Society Science Book Prize, afferma quello che tutti gli storici seri concordano: «la Chiesa non ha mai insegnato che la Terra fosse piatta e, nel Medioevo, nessuno la pensava così, comunque. I Pontefici non hanno cercato di vietare nulla, né hanno scomunicato qualcuno per la cometa di Halley. Nessuno, sono lieto di dirlo, è stato mai bruciato sul rogo per le sue idee scientifiche. Eppure, tutte queste storie sono ancora regolarmente tirate fuori come esempio di intransigenza clericale nei confronti del progresso scientifico». Fino alla Rivoluzione francese, continua lo storico «la Chiesa cattolica è stata lo sponsor principale della ricerca scientifica. La Chiesa ha anche insistito sul fatto che la scienza e la matematica avrebbero dovuto essere obbligatorie nei programmi universitari. Nel XVII secolo, l’ordine dei Gesuiti era diventata la principale organizzazione scientifica in Europa, con la pubblicazione di migliaia di documenti e la diffusione di nuove scoperte in tutto il mondo. Le cattedrali sono state progettate anche come osservatori astronomici per la determinazione sempre più precisa del calendario».

Allora, un occidente tutto rose e fiori? Nella storia degli ultimi duemila anni gli errori e le tragedie abbondano – come in tutte le culture di tutti i tempi – ma i crimini contro l’umanità, come lo schiavismo e i genocidi, non sono da addebitare alla Chiesa, bensì a quelle culture, sette e lobbies che hanno combattuto e combattono tutt’oggi contro di essa. Senza il cristianesimo l’Europa sarebbe rimasta allo stesso livello delle altre culture, anche quelle che hanno conosciuto la civiltà Greca. Gli arabi, come alcuni paesi asiatici, conoscevano i grandi maestri ellenici, ma come sappiamo hanno dovuto attendere l’occidente per apprendere il concetto di sviluppo o, come lo chiama il mondo moderno, progresso.

Nonostante queste evidenze, le falsità diffuse fino ad oggi in occidente hanno creato un senso di colpa totalmente infondato. Hanno massacrato il buon senso con le menzogne. I nemici dell’uomo ci hanno convinto che coloro che amano veramente l’umanità sono i peggiori nemici. E noi, nonostante la gravità economica e sociale ci trascinano dritti al tracollo, gli crediamo. È per questa ragione che ho scritto (permettetemi la sfacciata autopromozione, ma con quello che circola mi sembra opportuna) il mio nuovo libro “Quello che i cattolici devono sapere- Almeno per evitare una fine ridicola” – Ed. Segno, con la speranza di poter aprire gli occhi a chi non vuole perdere le proprie radici. Per chi non vuole essere costretto, ateo o credente che sia, a vendere per una ciotola di riso se stesso e i propri cari ad una politica laicista che sta cancellando quel cristianesimo che ha stabilito i diritti dell’uomo come la libertà e il rispetto della dignità umana. L’ho scritto per chi crede che senza il cristianesimo il mondo sarebbe migliore, dimenticando che il secolo degli ateismi ha fatto più morti ammazzati in pochi anni di quanti ce ne sono stati in duemila anni. Per informare che le lobbies massoniche e compagnia bella hanno progettato l’impianto di biochip anche sui neonati, per costringerci all’ubbidienza dalla nascita all’eutanasia. Se non riconosciamo al più presto i veri nemici dell’umanità non troveremo nemmeno la strada del ritorno.

 

da: www.radiospada.org

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