Rewind/3 - di Francesco Maria Cannella
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- Category: Scritture
- Creato: 27 Ottobre 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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As a plastic bag: fin lì può arrivare -

Cees Nooteboom, AUTORITRATTO DI UN ALTRO, 1993
Thomas Newman, AMERICAN BEAUTY: original motion picture score, 1999
Viene portato in volo dalla canzone che continua a ripetersi, sirene che non concludono la loro seduzione, che lo lasciano in attesa ai confini del loro territorio. Così non può andare né avanti né indietro; fa la ronda nello spazio limitato che gli resta, grida la sua contrarietà nel cielo in fiamme. Vede ogni cosa: il topo tra i cardi, il roveto ardente, il cammino della sua ombra in catene. Il desiderio lo separa dai loro richiami, sente voci, non parole. La posizione delle ali è la sua unica libertà. Quando gli inviti si fanno più forti lui compie un rapido movimento verso l'alto per scoprire il loro nascondiglio. Poi le voci tornano a indebolirsi e si spostano verso la costa e il mare. Fin lì non può arrivare. La sera rompe l'incantesimo. Attraverso le seriche nebbie torna in volo al suo letto. Nel suo misero sogno la canzone si insinua nell'inquietudine, preghiere da un irraggiungibile convento femminile. Con la prima luce giunge il loro primo richiamo. Si alza in volo e si mette a caccia di quella preda che è lui stesso.
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That's All Folks

Vi ricordate, amici, di Laurel & Hardy, e di quello che l’Italia ‘al contrario’ diceva e dice tuttora con Alberto Sordi a rivoltare il doppiaggio di Ollio; e Nanni Moretti anni dopo in ‘Ecce Bombo’ urlando: Ve lo meritate Alberto Sordi!! Mentre l’Albertone, di suo, anni prima ancora: Lavoratori!! (pernacchia) ne ‘I vitelloni’ di Federico Fellini, beh… Tutto ad oggi sembra una colossale farsa imbastita per redimersi al meglio, appoggiati allo schienale di uno scranno ormai troppo piccolo per chiunque voglia dire, non esprimere, ma dare fiato a qualcosa di sensato… Per quello che significa, certo… Eppure That’s All Folks, that’s all… Non basta più rimescolare le carte… ci siamo dentro come in un imbuto… forza, avanti!! Ancora un altro doppiaggio, un’altra volta dietro il depistaggio di una risata posticcia… Ridiamoci sopra, amici, e facciamone scorta per un prossimo, eventuale prosit: a buon rendere!! L’esperienza è una bella scuola, ma un sasso che rotola fa risparmiare tempo…
E dire che Dostoevskij nel 1864 scriveva:
Siamo perfino stufi di essere uomini, uomini con un vero, proprio corpo e sangue; ce ne vergogniamo, lo riteniamo un’infamia e cerchiamo in tutti i modi di essere degli immaginari uomini-globali. Siamo dei nati morti, e in più da molto tempo non nasciamo più da padri vivi, e questo ci piace sempre di più. Ci abbiamo preso gusto. Presto inventeremo di nascere in qualche modo da un’idea. (Memorie dal sottosuolo)
Mentre Barsacchi in Le notti di Nicodemo esplora il nostro io dettando a se stesso:
…ma tu non sai che gli occhi del Signore
mi seguivano fissi
come si guarda al circo
il giocoliere sopra il filo teso.
E sperava il Signore,
stava pensando: - Renzo ce la fa,
ce la fa questa volta -
E caddi giù.
Nient’altro che una prova d’applausi, senza meriti acquisiti, sperando per se stessi, disperando, fuori da ogni sguardo e dentro un altro Kaddish…



