Immedesimazione nella natura in epoca artificiale: Antonella Colonna Vilasi – di Antonio Saccà

Antonella Colonna Vilasi recentemente ha pubblicato libri con ispirazione distinta, una raccolta di testi  sulla "complessità", biografie di

donne significative in terreno spionistico nel nostro Risorgimento, un testo di poesia, un testo sulla transumanza. Il testo di poesie, ispirato nettamente dalla Sicilia,bdal mare, le piccole città isolane, i colori, l’isolamento delle isole, il fluire dei pesci nei vari modi della loro vita. Il mare, il mare, trasparenza ed abissi neri, un mondo fuori dal mondo, nulla a che vedere con la città, un mondo natura.  La prefazione dello scrittore Tommaso Romano. Merita una nota esclusiva. Ed è proprio il mondo natura che ispira un testo da leggere; è un testo sulla transumanza, che Antonella  Colonna Vilasi conosce intimamente passo passo, in tutte le fenomenologie delle manifestazioni: le pecore nella loro volontà aggregativa, al seguito di un capobranco. È una sequenza di fenomenologie, i cani fraterni alle pecore, i poderosi maremmani che affrontano i lupi, i pastori che rimpiangono la famiglia, i cavalli, i muli, gli agnelli dalla fragile vita, i prodotti del gregge, latte, formaggio e carne, la tosatura, la conciatura, venditori dei mercati, insomma come ho detto la fenomenologia del pastore. È un mestiere ereditario, l'autrice ne traccia la persistenza nelle famiglie. È un mestiere ormai in estinzione.

Il pregio assoluto del libro, come del resto in quello delle poesie, è nell'immedesimazione alla natura. L'uomo del tutto naturale: animali, piante, terra, 

mare, stagioni. Ne nasceva arte, canti, poesia, sentire, umanità. La Vilasi ne considera il tramonto, ma lo fa rivivere. Il momento in cui le pecore fiutano l'erba del Tavoliere delle Puglie è una nascita della vita.

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