Emanuela Tolomeo, “Penna e Sangue” (Ed. Abrabooks) - di Gery Scalzo
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- Category: Scritture
- Creato: 03 Luglio 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Diceva Hemingway” per scrivere la vita devi prima viverla “ma suppongo che oltre all’ esperienza personale puoi viverla di riflesso: dal nucleo familiare al gruppo di appartenenza, alla società in cui vivi.
Ciò può essere sufficiente per aprire un varco e raggiungere Le parole e le emozioni per fermare e raccontare l’universo femminile .
Parole innamorate riaffiorano mitigando i ricordi, storie del vissuto in un universo sociale sempre più alienante, sfiorato ancora da quel senso di colpa atavico, non del tutto rimosso.
Bagliori di luce, speranze, lembi della realtà di uomini e donne cercano di sminuire la routine quotidiana, spesso rallentata o bloccata dalle difficili vicissitudini della vita.
Storie che si ripetono, si sviluppano attraverso una narrazione avvincente, un viaggio intimo e profondo che mette in luce le sfide e le battaglie quotidiane di una umanità che sopravvive ed arranca.
La speranza ed il sogno diventano i protagonisti del racconto ma non sempre illuminano l’anima, a volte lampeggiano , inventando cristalli dove si riflettono spazi di silenzi, ritagli angosciati della routine quotidiana, da cui emerge stanchezza e insoddisfazione.
Talvolta la necessità diventa un sopruso da sopportare e l’unica valvola di sfogo resta il contatto umano, la famiglia, gli amici ma soprattutto i piccoli gesti, la magia della vita che si scopre nelle piccole cose, i sorrisi.
Un sole piove grigio nello spirito delle varie sequenze ma la luce di un nuovo arcobaleno rischiara i sentimenti più profondi.
Il racconto si snoda attraverso pause di riflessione, flashes dove l’introspezione, il sogno si alternano ad interrogativi esistenziali, metafore filosofiche colgono il segno così come i momenti sinestetici che appartengono alla gioia dei ricordi.
La fanciullezza, le amicizie indelebili, Il tempo dell’adolescenza affiorano su alcune pagine del libro, come lembi colorati di libertà dove il grigio della realtà cede al giallo accecante la luce del nuovo giorno.
Emanuela entra ed esce dal suo racconto che diventa in parte, per certi versi autobiografico, perché donna, madre ed artista, una condizione che ha vissuto in prima persona, sulla sua pelle, che ha rallentato la sua visione positiva del mondo ma che è riuscita a superare grazie alla sua caparbietà, intelligenza e cultura , trasformandole in uno strumento di liberazione, movente per superare i pregiudizi, le difficoltà ed accendere una luce di positività che le ha permesso di riscrivere continuamente ed orientare il suo destino.
Tra gli interrogativi che denotano la sensibilità dell’autrice verso problematiche e valori da condividere e vivere, i nessi filosofici si aprono a spazi di silenzi.
Parabole d’aria racchiudono sentimenti che si intrecciano e si alternano sulle pagine che l’autrice, poliedrica nella sua essenza, trasla pittoricamente sulla tela per un riscatto comune.
Questa dipendenza emotiva, questa trasposizione aiutano le sue parole a costruire una nuova luce, una speranza che possa coinvolgere la grigia umanità, per interrogarsi sul valore della vita e la necessita di affermare che, pur nelle diverse situazioni ed emozioni, esiste una condizione paritaria che delega soltanto alla intelligenza ed alla tenacia, il proprio ruolo di donna e di uomo. Purtroppo, l’umanità usa ancora la fionda e la pietra ed i racconti proseguono e si alternano in un tempo che si ripresenta puntualmente con storie che si ripetono per dimostrare che la circolarità degli eventi appartiene alla vita e sta a noi dare il giusto peso o ignorarli; questa ambivalenza, questa circolarità, a volte, può creare uno scollamento emotivo che continua a costruire “ isole nell’isola “dove un’ umanità lacerata cerca ancora un nirvana a cui aggrapparsi per continuare a far parte del gruppo e per dimostrare che esiste e continua a lottare.




