"La musica a pezzi" di Antonio Saccà
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- Category: Scritture
- Creato: 13 Marzo 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Brani, pezzetti musicali, prendono nettamente dallo stato d'animo , insorgono, nessuna sorveglianza mentale , spontanei,immediati, necessitati. Tornano nella mente, e danno felicità quando pure la sostanza è malinconicissima , perchè li sentiamo e noi sentiamo, ed il sentire è vita, comunque. Si adempie l'assurdità dell'arte, che dà gioia anche nelle espressioni disperate, piangi e sorridi, il sortileggio dell'uomo per rendere felice l'infelicità.
Ciascuno ha i suoi motivi, i suoi brani, le sue immagini, le sue sculture ,i suoi panorami ,ma vengono alla mente così, vengono. Uno sta seduto, improvvisamente ,Ottava Sinfonia di Franz Schubert, la ascolti, in te, quel brano che non sai capire: nostalgia di felicità vissuta, di felicità non vissuta, poi drammatizzazione, tumulto orchestrale, eccessi sonori, forse la volontà di reagire. Forse. E ricaduta. Sconfitta? Quiete? Il momento della desolazione o rimpianto o ricordo ha spontaneità limpida, immediata, nessun intervento, ispirazione sgorgante di fonte naturale. Tu la percepisci, e la sgorghi in te, e la risenti, e sei felice di quella infelicità. Ecco, gli artisti del sentire, Franz Schubert, Chopin, anche Tchaikovsky, largitori di felicità nella infelicità. E ti sembrano che compongono senza comporre,ispirazione a getto , e si limitano a segnare. La Musica/ persona. Nessun intervento compositivo. Sorgente di montagna. Madre Natura. Artisti del sentimento ,non concettuali. E non riusciamo a staccarci. E l'incredeibile, più
ascolti più vuoi ascoltare.
Esiste un brano, nella Sesta o Settima Sinfonia di Anton Bruckner(la numerazione è variata) di solitudine invocativa di comprensione veramente amica, delusa e richiesta...E' questo il modo di tradurre e ascoltare la Musica?Anche questo. Stati d'animo medianjte la sonorità. PERCHE' NO, SE AVVIENE! Se piangi , se ridi, se sgomenti, se angosci...Certo, mediante il suono, gli strumenti, melodie, armonie. Facile, soprattutto, quando ascolti il canto e le parole. "Un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo"; "Senza madre tu non sei più solo"; niente di eccelso ma puoi addirittura piangere. Ma sono balbettii. Ascolti la Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven, e giungi ad una potentissima crescita che si svolge lungamente in dinamiche sonorità , sembra non abbiano fine e sfocio, e ti aggrovigli nei grovigli, finchè esplode il raggiungimento di una possanza afferrata, conquistata "dialetticamente"(Adorno teorizzava al di fuori del godimento sonoro,pessimo criterio, ma disse il vero su BEETHOVEN DIALETTICO). Effettivamente, una musica, la QUINTA, in quel passaggio, antidepressiva, se trovi ostacoli, combatti. Non trasformasre la musica in psicologia, filosofia, è musica, certo, ed è , come Musica, restando musica, suono, armonia, melodia: filosofia e psicologia.Ciascuno a suo modo, ma tra gli immensi piaceri della vita ascoltare in se stessi e cantare internamente : da oltrepassare ogni mestizia o renderla "bella"(Arte). E ci sono brani per ogni stato d'animo. Ami una donna, e le canti "Che gelida manina, me la lasci riscaldare(se è inverrno!);hai tradito, addolorato la donna che ti ama, e Pollione(Norma) ti fa cantare la richiesta di perdono; nel caso estremo, se haiucciso: Otello ti affida parole e sonorità(da limitarsi al canto); la tragica grandiosità regale, nel caso ti esalti di te stesso e però ne senti il peso, e canti come Boris Godunov; hai degli amici reali, veri amici, e Don Carlo ti dice la manifestazione dell'amicizia e Georges Bizet(Il PESCATORE DI PERLE), similmente.
Quante animazioni possono racchiudersi in un individuo? Siamo limitatamente illimitati. E poi.l'Universo delle canzoni.Cantano dentro per autonoma inziativa, scrivi ed una parte della mente canta. Trova spazio e sortisce topolinescamente.
Friedrich Nietzsche, compositore mancato ed in qualche modo fallito. Patì che le sue composizioni non vennero stimate. Alcune composizioni sono da scolaro che si consegna alla osservanza formale. Ma qualche Lieder e soprattutto una Sonatina, pianoforte e violino, valgono sconfinatamente. Solitudine recintata,netta, voragine a precipizio nel se stesso oscuro, inquaribile infelicità racchiusa, e distanza . Uno straniero, e, nei Lieder, un che di alterato , dissociato,sbandato...
Nella Sonata(pianoforte)110 , in due tempi, di Ludwig van Beethoven, dopo le peripezie che in Beethoven sono consusranziali al Suo mondo sempre contro ostacoli avversativi, perveniva e perveniamo ad una spaziatura celestiale di felicità invocata non raggiunta ma raggiunta nell'esprimere che non è raggiunta, da inchiiodare chi ascolta.
Esistono manifestazioni di tale ammirabilità che perdere tempo in ambizioni d'accatto e persino cruente è un suicidio da vivi. L'esistenza è tragica perchè moriamo. Strabiliantemente prezisa se la viviamo al modo bello e, appunto, prezioso.




