"Lineamenti di didattica" (Fondazione Thule Cultura - Ex Libris 2026) di Anna Maria Lo Piccolo - Relazione di Antonino Schiera

Il giorno 18 aprile 2026 è stato presentato presso il Salone Parrocchiale della Chiesa Madre (Sant'Anna) di Balestrate "Lineamenti di didattica" della professoressa, Accademica A.S.C.U., Anna Maria Lo Piccolo, "un’opera che traccia percorsi innovativi per i docenti del nostro tempo" ha scritto il professore Benedetto Lo Piccolo.
All'incontro con i lettori hanno significato i loro saluti l'Arciprete Don Francesco Giannola, il Sindaco di Trappeto Santino Cosentino, il Presidente del Consiglio di Balestrate Tonino Palazzolo. Al tavolo dei relatori erano presenti il prof. Tommaso Romano, lo scrittore e poeta Antonino Schiera, il prof. Benedetto Lo Piccolo che ha svolto anche la funzione di moderatore e coordinatore della presentazione.
 
Relazione di Antonino Schiera
 
Il volume “Lineamenti didattici” della nostra autrice professoressa Anna Maria Lo Piccolo, appena pubblicato da Fondazione Thule Cultura, il cui fondatore è il chiarissimo Professore Tommaso Romano, ed Ex Libris, nasce dalla fusione di due saggi. Saggi che hanno trovato la propria origine, l’humus del quale si sono nutriti, nell’intrinseca propensione allo studio dell’autrice, costituita in prima istanza dalla passione e dall’amore per il suo lavoro, nell’ambito della didattica.
Istanza intesa come richiesta inderogabile a se stessa nel praticare la ricerca con passione, ma anche dedizione e puntualità.
 
Il secondo elemento che fa da trait d’union, ovvero da collante, nella complessa architettura di questa opera è la profonda esperienza maturata dall’autrice nel campo della didattica, anche con incarichi dirigenziali. Basta a tal proposito leggere il curriculum vitae della professoressa che potrete trovare nel risvolto della seconda di copertina del libro, che ha già ricevuto il Premio Monsignor Giuseppe Petralia a Bisacquino.
 
L’incipit di questo lavoro letterario ci da lo spunto, traccia il percorso, riguardo un tema molto importante ovvero la capacità del singolo essere umano, della società in generale di progredire e di espandersi, tenendo nel contempo fede a quelle che sono le tradizioni, le esperienze e gli insegnamenti dei nostri padri. Un incipit del quale per ovvie ragioni non svelerò i particolari che racconta “il mio legame con la scuola che dura da tanto tempo” scrive l’autrice.
 
Mi piace citare a tal proposito lo psicologo canadese Eric Berne, autore della teoria chiamata analisi transazionale che evidenzia i tre Stati dell'Io, che hanno una natura temporale (l’Io Genitore e l’Io Bambino rappresentano il passato, mentre l'Io Adulto rappresenta il qui ed ora, hic et nunc citando Orazio). Va detto che la natura stessa della professione di insegnante presuppone la conoscenza di quelle che sono le dinamiche relazionali governate dalla conoscenza della psiche umana e delle regole della comunicazione efficace. Elementi imprescindibili per una società che funziona e che progredisce nei campi della tecnologia, della psicologia, delle lettere. Ed è il veicolo, il materiale che conduce e trasferisce la conoscenza e come lo si fa, oggetto di anni di studi e di lavoro della professoressa Anna Maria Lo Piccolo.
Nel momento in cui l’autrice nel libro scrive di “potenziamento di tutte le risorse del soggetto in apprendimento”, questo testo ne è certamente buon viatico, non posso non pensare allo psicoterapeuta americano Milton Erickson che del riconoscimento e del potenziamento delle risorse personali, insite in ciascuno di noi, ha scritto interi volumi e basato il suo importante percorso di medico divulgatore e propugnatore della corretta ed efficace comunicazione, che, come già anticipato, è favorita, nel momento stesso si naviga nel campo della consapevolezza e della conoscenza. Evitando, in via generale, di cadere nel tranello delle facili generalizzazioni; di mantenere la capacità di soggettivizzare (la mappa non è il territorio, scriveva Erickson)  le questioni, le analisi e le conseguenti opportune decisioni e contromisure nell’ambito, in opposto, di una sana e necessaria oggettivizzazione. 
Voglio immaginare, usando una metafora, l'immensa platea dei soggetti che apprendono a scuola come un terreno che va arato, concimato, irrorato e gli insegnanti come il contadino che sparge i semi nel momento giusto, con amore e dedizione come dicevo prima, ma soprattutto con passione e impegno. Un contadino che opera all’unisono e in sinergia con tutti gli elementi, che costituiscono l’asse portante delle istituzioni scolastiche.
 
Tornando al testo “il volume si compone di due saggi, che interscambiandosi fra loro, provano a far luce, in primo luogo, sul valore intrinseco della didattica…”  Il primo saggio dal titolo emblematico: “Educazione tra innovazione e tradizione”.
 
A proposito di innovazione penso che tutti gli operatori nel campo culturale dobbiamo avere l'onestà intellettuale di scrivere i nostri testi attingendo dalle nostre reali conoscenze, relegando l’Intelligenza Artificiale a funzione di ricerca e di studio, non di creatività.
 
I libri in via generale non si limitano a rimanere, non possono farlo per ovvie ragioni, nell’alveo del mero interscambio di informazioni tra l’autore e il lettore. Come una finestra che si apre sul mondo, la lettura di un libro apre nuovi orizzonti di esplorazione e di ricerca.
Il volume della professoressa Lo Piccolo non si sottrae a questo virtuosismo in quanto pregno di riferimenti di alto livello didattico, in un percorso finalizzato a fornire importanti spunti di crescita ai colleghi del mondo della scuola, ma anche agli studenti. Non  ultimo con l’obiettivo di migliorare l’efficacia dell’insegnamento in una società in profonda evoluzione, non sempre in termini positivi, purtroppo.
 
Scrive la professoressa Lo Piccolo: “Competenza indica quello che siamo effettivamente in grado di fare, pensare e agire, adesso, nell'unità della nostra persona, dinanzi all'unità complessa dei problemi e delle situazioni di un certo tipo (professionali e non professionali) che siamo chiamati ad affrontare e risolvere in un determinato contesto e, fondamentalmente, chiama in causa una scuola che non sia nozionistica.” Una scuola che non sia nozionistica, sottolineo questo concetto, in una società che a mia parere, pur nell’ambito della necessaria conoscenza che agisce nell’ambito mnemonico, si deve applicare nella necessaria e virtuosa ricerca della creatività come ad esempio Edward De Bono insegna nel suo libro “Il pensiero laterale”.
Non solo creatività ma anche l’auspicio che, è scritto nel libro, “un nuovo Umanesimo globale/locale, tecnologico, in cui il rispetto dell’essere si riscopre nel significato più recondito e nel rispetto per chi è più fragile e per il minore”. Nuovo Umanesimo che è stato recentemente trattato, e continua a farlo, dal professore Tommaso Romano anche nel suo Mosaicosmo al quale la professoressa, compreso chi vi parla, ha dato il suo prezioso contributo in fase di commento, anche nella veste di componente dell’Accademia Siciliana Cultura Umanistica. L’Umanesimo vessillo importante delle  trattazioni e iniziative culturali, basta citare la recente giornata di studi su San Tommaso d’Aquino, che a breve diventerà un meraviglioso testo a cura del professore Tommaso Romano che fa capo alla Fondazione Thule Cultura e alla casa Museo Thule di Palermo.
Ma oggi siamo qui grazie all’opera della professoressa Lo Piccolo che nella seconda parte tratta dell’Educazione alla lettura.
Ha scritto in una sua lettera la poetessa Emily Dickinson “Se leggo un libro e tutto il mio corpo diventa così freddo che nessun fuoco può scaldarlo, so che è poesia. Se mi sento, materialmente, come se mi avessero levato la calotta cranica, so che è poesia. Per me sono gli unici modi di riconoscerla. Ce ne sono altri?” Non è un caso che ho citato una poetessa, in quanto da una conversazione con la professoressa Lo Piccolo ho avuto modo di sincerarmi che per lei la poesia nella vita, ha un valore importante. Hermann Hesse a proposito dell’importanza della lettura ha scritto: “L’effetto che producono i libri ha del misterioso. Ogni padre o educatore ha fatto la seguente esperienza: ha creduto di dare al momento giusto un ottimo e bellissimo libro in mano a un ragazzo e a un adolescente, e si è poi accorto di essersi sbagliato. Il fatto è che ciascuno, vecchio o giovane, deve trovare la sua propria strada nel mondo dei libri, anche se il consiglio e l'amichevole vigilanza possono avere qualche utilità”.
 
Ho trovato davvero molto interessante anche questa seconda  parte del libro dal momento che riesce a rendere chiare quali sono le dinamiche che intervengono nel processo della lettura “occorre stimolare il linguaggio degli allievi, - scrive l’autrice - occorre circondarli di libri, incoraggiare molteplici approcci sfruttando anche la tecnologia. Infatti la probabilità che un bambino scopra il piacere della lettura è tanto maggiore quanto più viene esposto alla lettura in maniera naturale, spontanea e quotidiana”.
 
Un testo che ritengo possa avere una posizione di rilievo nel panorama della bibliografia scolastica in quanto rappresenta uno strumento utile per migliorare la didattica nella direzione della consapevolezza e del miglioramento graduale, ma costante nel tempo.
 
Una consapevolezza che partendo dal “so di non sapere” (Socrate - Platone)  giunge al “più sai, più sai di non sapere” (Aristotele) constatazioni che non devono intimorire, piuttosto invogliare gli studiosi di ogni età a continuare la ricerca e l’esplorazione nei settori più consoni all’indole di ciascuno. Tentando di rendere la lettura e lo studio qualcosa di piacevole, giocoso come egregiamente espresso, attraverso valide argomentazioni, importanti riferimenti e citazioni, dalla professoressa Anna Maria Lo Piccolo.
Chiudo il mio intervento con un richiamo a una visione antica, del pedagogista romantico tedesco Friedrich Fröbel universalmente noto per aver creato e messo in pratica il concetto di Kindergarten (Giardino dell’infanzia) nel meraviglioso mondo della scuola, Die wunderbare Welt der Schule. Per Fröbel “l’educazione mostra all'uomo la sua parte divina e le sue analogie con la natura: uomo e natura sono nati da Dio e in lui destinati a riposare. Ogni buon sistema di educazione non deve né prevenire né imporsi alla natura, ma personificare nell'educazione la Signoria del Bene, a cui egli stesso si abbandona. Per sviluppare nel fanciullo la sua natura divina occorre prendersene cura fin dalla nascita, perché è parte necessaria del genere umano, e va considerata rispetto al passato, al presente, al futuro di esso, in un continuo divenire che mira all'infinito e all'eterno”.
 
Un uomo saggio, un pedagogo che aveva una visione utopica del mondo, Fröbel hat eine utopische Vision über die Welt e molto probabilmente anche noi.

 
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