"Il mio pensiero che voglio condividere Dedicato a San Francesco" di Antonella Lupo

A volte penso che, se la vita avesse seguito i miei sogni più antichi, avrei chiamato i miei figli Francesco e Francesca.
Era un desiderio dolce, quasi segreto, nato dall’amore per un nome che porta con sé luce, semplicità, pace.
Poi la vita, con la sua saggezza silenziosa, mi ha ricordato l’importanza delle radici: ho scelto di onorare i nomi dei nonni, di custodire la loro storia, di far vivere la loro memoria attraverso i miei figli.
Eppure… San Francesco rimane unico.
Unico nella sua forza gentile, unico nella sua capacità di parlare al cuore, unico nel modo in cui attraversa i secoli senza perdere la sua bellezza.
C’è una frase che porto con me, semplice come un respiro:
«Comincia col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile.
E all’improvviso ti sorprenderai a fare l’impossibile.»
Forse è per questo che quel nome continua a brillare dentro di me.
Perché Francesco non è solo un santo: è un modo di stare al mondo.
È un invito alla leggerezza, alla bontà, alla meraviglia.
E ogni volta che lo pronuncio, sento che qualcosa si illumina.

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