“Eros Sogno: in Lettera d’Amore” su ‘Fermenti’ a Roma – di Vitaldo Conte
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- Category: Arte e spettacolo
- Creato: 13 Febbraio 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Il mio testo Eros Sogno: in Arte-Vita, Narrazione, Lettera d’Amore è pubblicato sul n. 260 (2025) della rivista ‘Fermenti’’ (dir. Velio Carratoni): si collega alla mia immagine-lettera con Labbra di Donne in Amore (2023) sulla copertina. Questa è ispirata dalle parole di A. Crowley: «Io non posso vivere senza di te. L’altra bocca d’inferno mi avrà, ma non sarà tanto calda come la tua».
La presentazione di questa rivista storica, nata a Roma nel 1971, si è svolta a Roma presso la Sala 1 della Biblioteca Nazionale Centrale il 9 febbraio 2026. Attraverso eventi sulla Lettera d’Amore nel mio intervento.
La Lettera fra Pensiero e Desiderio
La Lettera “entra” in Eros Parola d’Arte: una esposizione da me curata a Lecce (Biblioteca Prov.le ‘N. Bernardini’) nel 2010. Questa, come genere letterario, è sempre in bilico con la comunicazione personale. Indico come sottotitolo Lettere fra pensiero e desiderio. Presento, nell’indicazione del Pensiero, il rapporto epistolare e intellettuale fra Julius Evola, filosofo e l’artista-poeta, e Girolamo Comi (1890-1968), poeta salentino. Presento, nell’indicazione del Desiderio, due poetesse scomparse, coinvolte in questa espressione. La prima è la siciliana Mariannina Coffa (1841-1878), la capinera di Noto, autrice delle struggenti Lettere ad Ascenso. La seconda è Giovanna Sicari (1954-2003), poetessa e curatrice di La moneta di Caronte / Lettere e poesie per il terzo millennio (Spirali / Vel, 1993), un libro con interventi, in forma epistolare, di noti poeti e saggisti. In questo c’è anche la mia lettera di narrazione d’amore Ma una lettera è il ritratto dell’anima.
Il Fuoco della Lettera d’Amore nel Solstizio d’Inverno
L’arte, come azione, ricerca il Fuoco della propria espressione, soprattutto quello d’Amore. Questo alimenta i rituali della creazione, anche attraverso estreme reliquie: come quelle che vogliono ardere nel Solstizio d’Inverno. Il Fuoco Segreto può “vivere” con don/azioni di carte e lettere d’amore, ricercando richiami dell’oltre. Esprimo, nel 2010, il Fuecu in eventi nel Salento, che dedico alla Rosa Lussuria Futurista di Valentine de Saint-Point. Celebro la notte del Solstizio d’Inverno con un’azione a Novoli: luogo dove si svolge ogni anno la Focara, celebrazione nota nel mondo, indicante un falò in onore a Sant’Antonio. Nell’evento, davanti al Teatro Comunale, i convenuti bruciano, insieme a me, in “contenitori in fiamme”, carte-lettere d’amore per un Fuecu oltre la vita, ricordando le parole di Marinetti: «Grandi poeti incendiari, fratelli miei futuristi».
In un Segreto Solstizio d’Inverno avviene, non annunciato nella locandina del mio evento, una specie di flash mob, tra il 20 e 21 dic. 2015 a Roma, all’aperto sulla Via Casilina. Nelle indicazioni di questa azione è scritto: “poi verso la mezzanotte Brindisi alla Rinascita della Luce”. In un braciere vengono bruciate lettere e suppliche d’amore. Questo contenitore verrà riportato in un nuovo incontro, a Roma, per riaccendere quel Fuoco antico (‘Atelier Montez’, 23 dic. 2022) attraverso la don/azione di lettere d’amore.
La mia Lettera al Museo della Lettera d’Amore
La Lettera d’Amore attraversa la mia scrittura (teorica, artistica, letteraria). La sua energia alchemica si relaziona, talvolta, con il corpo di una Rosa rossa di Estremo Amore: come scrivo in un capitolo del mio libro Arte Ultima (Avanguardia 21 Ed., 2016).
Lettera d’Amore fra Letteratura e Corpo d’Arte è titolo della mia mostra personale (agosto 2025) al Museo della Lettera d’Amore (unico nel mondo) a Torrevecchia Teatina (CH), diretto da Massimo Pamio. L’esposizione si svolge nell’ambito del Festival della Lettera d’Amore, che celebra così i venticinque anni d’Amore del Museo con numerosi incontri.
Annalisa Piermattei, curatrice della mia mostra, scrive: «Un Festival per incontrarsi, confrontarsi, emozionarsi attraverso il più nobile dei sentimenti: l’Amore! Ed è proprio l’Amore che Vitaldo Conte, artista e teorico tra i più autorevoli del Post-Futurismo, vive in modo del tutto personale (…). Nel panorama contemporaneo dove arte e pensiero si rincorrono tra simboli e azioni, incontrare Vitaldo Conte significa addentrarsi in un universo poetico e sensuale, dove il corpo dell’opera si fa rito e la rosa rossa ne diventa totem, desiderio e fuoco. Ha portato la sua arte performativa in molti luoghi, Roma, Parigi, Catania, Brindisi lì dove la rosa viene esposta, tatuata, donata, bruciata! (…) Ed è proprio in questa continua oscillazione tra misticismo e sensualità, parola e carne, gesto e scrittura, che si manifesta la forza trasformativa della sua opera. (…) È protagonista di eventi, mostre e azioni poetiche dove Arte e Vita si fondono, si contaminano, si amplificano. Vitaldo Conte, con il suo linguaggio verbo-visivo, ci insegna che l’arte non si contempla, si attraversa, e in questo attraversamento, la rosa rossa ci accompagna, come simbolo ardente di una creazione che è passione, sacralità, desiderio in movimento e AbbanDono».
Ricordando la Lettera d’Amore di D’Annunzio a Nettuno
Mi relaziono con La Lettera d’Amore di D’Annunzio a Nettuno (Forte Sangallo) il 12 set. 2025 nell’ambito della rassegna Nettuno come racconto, a cura di Ugo Magnanti. Amici artisti e poeti accompagnano l’evento con immagini, suoni e parole: G. Fucsia, I. Inglese, G. Cucciardi, L. Fabale. Gabriele D’Annunzio scrive numerose Lettere d’Amore a donne. Attraversa Nettuno con la sua storia letteraria e d’amore. Qui scrive La figlia di Iorio, tragedia pastorale, e ha la sua corrispondenza con la grande attrice Eleonora Duse. Con lei ha una passionale e travagliata storia d’amore: «Rimani! Riposati accanto a me. / Non andare. / Io ti veglierò. / Io ti proteggerò. / Ti pentirai di tutto fuorché d’essere venuta a me, / liberamente, fieramente. / Ti amo». I due amanti trascorrono l’estate 1903, forse l’ultima insieme, in una villa fra Anzio e Nettuno: «Rimani. / Riposati. / Non temere di nulla. / Dormi stanotte sul mio cuore».




