"L’arte di Giuseppina Riggi" di Giovanna Cavarretta
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- Category: Arte e spettacolo
- Creato: 27 Giugno 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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C’è un luogo in ogni donna dove domina il silenzio, dove l’immagine della propria essenza scorre come un fiume ai margini di un bosco. Uno spazio sacro abitato da forze invisibili atte a manifestarsi nel visibile al semplice richiamo di un soave “sentire”. Una dimora magica, un Olimpo abitato dalle dee che in lei s’incarnano, rappresentanti dei diversi aspetti della psiche, nonché governate dall’intensa energia femminile. E’ da questo centro zampillante di vitalità che proviene l’arte di Giuseppina Riggi. La sua opera nel complesso spazia dalla pittura alla scultura, dai libri- oggetto alle installazioni. Una ricerca che affonda le proprie radici in uno studio attento e meticoloso delle tendenze artistiche che va dal secondo Novecento all’odierna arte Contemporanea. La pittura e la scultura sono complementari della sua espressione artistica. La pittura è specchio della profondità dell’essere mentre la scultura ne incarna i principi e i valori. La prima mostra, la seconda personifica. L’una e il proseguo dell’altra. Le opere sono intense e potenti nella carica simbolica, generando un linguaggio fortemente ricolmo di significati emblematici. Le opere scultoree raffiguranti “La Gigantessa” esprimono nelle forme generose, nei gesti appena accennati ma tenacemente evocativi e saldi nella severa compostezza, una poetica sotterranea e arcaica. E’ il Divino Femminile che la Riggi imprime nella materia, la forza creativa figlia dell’intuizione e dell’accoglienza. Quest’opera ci conduce verso gli orizzonti profondamente nascosti dell’energia femminile. Sin dai primordi dell’Umanità in tutte le culture la Shakti era espressione della mutevolezza, della passione istintiva e di una prorompente forza creativa, in grado di oltrepassare qualsiasi barriera culturale. Essa trovava radicamento nella forte connessione con la Madre -terra, simbolo della fertilità e grembo dal quale nasce ogni forma. “La Gigantessa” è l’archetipo della forza creatrice, fonte di vita. Un altro aspetto simbolico da tenere in considerazione del principio femminile sacro è l’elemento acqua. In alcune tradizioni viene associato alle emozioni, al sentimento all’immaginazione nonché all’intuito. La fluidità, come la capacità di purificare e rigenerare consegnano a questo elemento una valenza sacra, un’aura di grande spiritualità. Questi dati, la Nostra artista, li affida alla pittura, addirittura ampliandone il campo concettuale. L’opera “Materico Sensuale” è una composizione schietta, ove il segno acquista una valenza comunicativa e il significato si radica in congrui contenuti. Linguaggio artistico-espressivo e analogico-metaforico prorompono in una tensione dinamica che crea equilibrio sia nella struttura dell’opera, sia nella coerenza poetica. Infatti, “Erogeno Sensuale” reca in sé elementi come la rosa o la gigantessa che ci riconducono al detto femminino sacro espressione artistica del Sé. Questi segni testimoniano come l’artista sappia riportare l’osservatore alla fase di trasmutazione interiore legata alla rinascita a cui ogni donna è votata. La voce dell’anima la richiama alla connessione con “una forza primitiva, priva di condizionamenti e istintiva che vive dentro ogni donna e che spesso è soppressa dalle ideologie bigotte o dalle maschere egoiche delle società patriarcali”, così come scrive Clarissa Pinkola Estes. Un ritorno alla “Donna Selvaggia”, a quell’essenza arcaica che permette relazione e guarigione interiore. Ma, il risveglio del sacro femminile deve necessariamente essere accompagnato da un bilanciamento dell’energia maschile. Assertività, capacità d’azione e razionalità, nel lavoro della Riggi li troviamo presenti in pittura, per il rigore della sua struttura compositiva peraltro compensata ed ordinata delle varie parti. Nella scultura invece, si evidenzia nella raffinatezza di uno “scolpire” equilibrato e perfettamente aderente alle istanze tecniche richieste. Giuseppina Riggi, quindi, dona al mondo dell’arte opere di estrema sensibilità ed abilità esecutiva, le quali non vanno osservate o mirate, ma semplicemente “guardate” con gli occhi di chi percepisce il viaggio che lo attende.




