Quell’autoritratto è di Giorgione o di Antonio Canova? Il quadro misterioso in mostra al Tefaf

Ci sono tanti motivi per recarsi quest’anno alla celebre fiera d’arte antica di Maastricht, ma uno più di altri ci parla nel profondo di arte italiana, di grandi artisti, di interpretazioni e rappresentazioni e, infine, del rapporto e della dialettica mai doma tra scultura e pittura.

C’è un quadro del tutto particolare in mostra al Tefaf, l’importante fiera di arte soprattutto antica che si svolge ancora per qualche giorno a Maastricht in Olanda. Un quadro che non veniva esposto da 200 anni. Un quadro italiano, di uno tra i più grandi artisti del nostro Paese. Anzi di due. Per certi versi, e a suo modo, è un falso.

Lo trovi nello stand della Galleria Antonacci Lapiccirella, che dalla sede storica di Via Margutta ogni anno espone nella attesissima kermesse olandese.

Il quadro si chiama Autoritratto di Giorgione. Ed è assolutamente perfetto come autoritratto di Giorgione. Venne riconosciuto come impeccabile e sopraffina opera del pittore veneto anche quando venne esposto da parte del principe Abbondio Rezzonico nella sua casa di Roma. Eravamo alla fine del settecento e la casa del nipote di papa Clemente XIII era zeppa di grandi artisti e storici dell’arte. Il principe tirò fuori il dipinto, lo presentò come un autoritratto del Giorgione fino ad allora inedito e lo sottopose agli astanti: il dipinto convinse tutti gli espertoni dell’epoca che lo trovarono sublime e autentico.

LA STORIA DEL DIPINTO E L’IMPORTANTE SCOPERTA

Morto il principe Rezzonico il dipinto passo di eredità in eredità e di vendite in vendite finché non arrivò nelle mani dei mercanti e via via fino ad oggi: a Tefaf, studiato, analizzato, con tanto di bel libro pubblicato e illustrato a firma di Fernando Mazzocca. Ma un momento, Mazzocca non è forse un grande studioso di Antonio Canova? E cosa c’entra con un dipinto di Giorgione? Semplice (anzi, tutt’altro che semplice!): da una parte il Rezzonico era in vena di scherzi, dall’altra parte il Canova – grande artista ingiustamente considerato “solo” scultore – voleva dimostrare tutte le sue doti pittoriche ed ecco congegnato il raggiro. Il quadro era in realtà stato dipinto da Canova poco tempo prima della presentazione, l’artista voglioso di dimostrare la sua completezza artistica e di non essere ghettizzato alla sola scultura aveva reperito addirittura tavole e cornici d’epoca per ingannare gli astanti. E ci era riuscito a pieno. Oggi l’opera, portatrice di una storia così particolare, è in vendita (anzi è venduta!) in uno stand fieristico a Maastricht. Uno dei tanti motivi per visitare una fiera da non mancare.

Maastricht // dal 10 al 18 marzo 2018
TEFAF
Forum 100
6229 GV
www.tefaf.com

 

da: www.artribune.com

 

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