"Sonora Impervia Materia” una recensione sulla figura e l’opera pittorica di Gaetano Lo Manto - a cura di Gery Scalzo
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- Category: Arte e spettacolo
- Creato: 03 Marzo 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Parlare di un amico pittore è sempre un’ emozione che ti riporta indietro nel tempo. Con Gaetano abbiamo condiviso alcune fasi della vita, dalla spensieratezza della gioventù alle complicate sfide dell'età matura .
Ricordo i nostri lavori ,i nostri colori ,la nostra voglia di dipingere il mondo intorno a noi; ogni volta che Tanino metteva mano alla sua tavolozza trasformava i momenti più semplici in qualcosa di straordinario.
Con il passare degli anni, il nostro talento è esploso e da compagni abbiamo condiviso non solo i banchi ma anche i sogni, gli obiettivi, le mostre, i gruppi culturali e le diverse gratificazioni in esposizioni nazionali ed internazionali .
Ricordo la Galleria Flaccovio ,passerella di grandi artisti, il nostro gruppo ,un ricordo che resta indelebile.
Lo Manto non ha mai smesso di continuare a sorprendermi, con le sue opere i colori ,le emozioni tali da rendere magica la sua rappresentazione.
In questa Sicilia, fucina di grandi menti ed artisti, Gaetano Lo Manto fa la sua parte, con costanza e caparbia intelligenza.
Centinaia di disegni continuano a mostrarci immagini incredibili, un segno che appartiene ad una bellezza senza tempo dove, a volte, si respira la lezione ed il sapore delle opere fiamminghe.
Un’ alchimia di immagini gioca con un chiaroscuro che mette in evidenza gli eventi. Un segno erudito fagocita gli spazi bianchi del foglio dove una la luce radente sottolinea la forma e si insinua tra i tagli e le campiture colorate.
Un invito a scoprire l’animo più nascosto dell’autore ,una sensazione complessa, sottolineata da un segno, talvolta incisivo o sfumato, che evidenzia spazi della memoria , racconti talvolta ingabbiati da lesene ed inquadrature, quasi per imprigionare gli eventi, un inganno ottico raffinato, un pretesto pittorico, un’illusione che apre ai ricordi … dunque una pittura personalissima per cultori raffinatissimi, di difficile lettura se non si declinano e dipanano i simboli e le metafore presenti tra gli anfratti della composizione .
Una comunicazione impervia, come afferma l’autore stesso nel suo libro, un racconto visivo dove i paesaggi possono essere tanto affascinanti quanto inquietanti. “ Sonora Impervia Materia “è il titolo che l’autore dà alla raccolta di immagini per riflettere sulle profonde interazioni tra il caos sonoro di una città brulicante di immagini e suoni ed il silenzio “sonoro,” la vibrazione percepita dall’artista, la frequenza che lo aiuta a varcare la soglia della creazione.
Ora l’idea sta li ,pronta a corrompere l’artista con la sua danza ammaliante.
Questo atto d’amore produce l’opera che si dona ai suoi occhi per poi librarsi nello spazio della fruizione collettiva come polvere di stelle, un pulviscolo dove ogni granello si aprirà ad una interpretazione nuova.
In un certo senso, sono portato a pensare che l’immagine nella copertina del suo libro sveli il suo segreto attraverso il contenuto dei cassetti, Forse per cercare il perché della Vita, una ricerca spasmodica che continua in altri cassettoni, dove una moltitudine di oggetti, i ricordi di una vita, le storie, travalicano lo spazio consentito per restare aperti. Una “ sonora impervia Materia “ accoglierà la sua raccolta, mettendo in luce la vera essenza dell’anima dell’artista.
Solo un cassetto resterà chiuso, l’autore conosce il suo contenuto che conserverà gelosamente: ricordi, l’amore, l’amicizia la vera spinta per andare avanti .
Altri fogli e tele racconteranno itinerari e presenze nuove dove una natura felice cercherà un riparo in attesa di viandanti attenti.
Ogni superficie, ogni campitura si anima e si trasforma, diventando un angolo di verde da salvare, una presenza viva, un mezzo attraverso il quale il passato si intreccia con il presente, raccontando, immagini della memoria che vivono e continuano a respirare, malgrado tutto .
Sulla tela, le ombre continuano a danzare delicatamente, scoprendo ulteriori immagini.
Un gioco sottile, quasi magico, trasforma la semplice contemplazione dell’opera in un’esperienza multisensoriale, un’emozione dove i temi : i paesaggi, le serre, i cassettoni aperti ci pongono davanti ad una scelta, quella di conservare, cautelare o eliminare.
In fondo, la vita è come un percorso su un foglio bianco, dove il segno della vita si abbandona alle diverse sfumature del chiaroscuro ed ai colpi di gomma, penombre mentali che l’autore ci propone in chiave pittorica per trovare nei molteplici labirinti della percezione, la gioia dell’esistenza.
Nelle opere dell’autore ogni segno che il nostro occhio cattura, è un riverbero della luce della creazione, un invito a non fermarsi di fronte a ciò che immediatamente non comprendiamo, per ritrovare la bellezza anche tra pieghe ed i particolari che talvolta sfuggono, un suggerimento per vedere, oltre la superficie, la meraviglia della creazione.
In fondo, ciascuno di noi appartiene ad un riflesso della luce, più o meno intenso, che cerca, nel chiaroscuro della bellezza, il chiarore dell’eternità.





