“Per l’unione delle libere arti” di Salvatore Lo Bue

Vorrei riflettere, in rapporto alla Unione delle Arti libere che noi proponiamo, che cosa significhi oggi essere creatori di bellezza e, in senso generale, poeti, cioè uomini destinati ad esercitare il destino della Poiesis.
La Poiesis, platonicamente, non è parola che appartiene al solo esclusivo ambito della Poesia!
Poiesis è il nome di quella energia creativa che dà vita a tutte le arti. Ogni musicista, ogni interprete, ogni pittore, ogni scultore, ogni poeta, ogni narratore, ogni architetto, ogni drammaturgo, ogni fotografo, ogni cineasta appartiene di diritto alla Poiesis. Poeti sono tutti coloro che esercitano Poiesis.  Poietài sono i creatori della Bellezza, i geni capaci di tradurre in Opere la loro interiore tensione al produrre.
La Unione delle libere arti comincia da qui. Lontana da ogni supposta, mentale facoltà di produrre manufatti e non opere, installazioni e non sculture, verità e non sperimentazioni, forme
Eterne e non transeunti proposte avanguardistiche, pretende di riunire tutti coloro i quali sentono la necessità di proporre un Nuovo Rinascimento che sappia mettere in primo piano il senso più profondo di ogni arte, che è quello di rivelare frammenti di verità, costruire modelli ideali, interpretare nelle forme non solo il senso della contemporaneità, ma la inquietudine e il mistero
Dell’anima e l’insondabile trascorrere dell’eterno tra gli uomini.
La unione delle Libere arti non accetta la banalità di una Poiesis che si accontenti di quel poco che trascorre nella storia e si perde nel tempo: vuole raccogliere adepti che si riconoscano come ricercatori di altri universi interiore, capaci di assegnare all’arte il difficile, ma a lei fisiologico compito, di rivelare la verità e scoprire i fondamenti immutabili della nostra esistenza.
Perché l’artista, in quanto esecutore della Poiesis, non diventa artista, ma lo è da sempre, per natura, per condizione, per statuto psicologico, umano, esistenziale. Il Poietès è colui il quale estrae da se stesso e dalla sua vita i frutti più maturi del suo animo, le verità inconosciute della sua mente. Per sua natura, nasce Ape, mèlissa, nel senso che gli è stato assegnato dalla poetica di Pindaro.
La sua natura è quella di suggere dai fiori della vita (da tutte le sue esperienze, dalla materia della sua anima, dal suo vissuto, dai tutti i momenti che ha sperimentato vivendo: i così detti kairòi), quel nettare  che Egli, poietès, necessariamente trasforma in miele: così l’ape-musicista dalla sua Erlebnis, dalla sua esperienza vissuta, trarrà, trasformando il polline della sua esistenza, il miele delle sue creazione musicali, e così farà lo scultore trasformando in immagine la sua anima attraverso la materia usata. E così per ogni libero artista che è reso libero dalla accettazione del suo destino di creatore. Perché in fondo che cosa è la libertà di cui parla la nostra proposta di unione?
La libertà è il dovere di essere quello che siamo, la libertà è l’azione di diventare ciò che si è. LA LIBERTA è il dovere di mutare in verità l’effimero dell’esistenza, il tempo in idea, in presente in immateriale eternità nell’immagine. La libertà del poietès non conosce condizionamenti ideologici o politici, religiosi o economici. Il poeta è, per sempre, il suo dovere di creare, colui che accetta il suo destino di creatore di Bellezza senza chiedere altro che la resa dinanzi all’opera compiuta.
A questi artisti si rivolge la nostra Unione, nel nome della libertà e del verità, perché sia davvero colta, nell’opera liberamente creata, l’essenza del nostro abitare il tempo
 

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