Considerazioni di Antonio Saccà su "MOSAICOSMO — MANIFESTO. Per un Nuovo Umanesimo Cosmico" di Tommaso Romano

Ciascuno di noi, in quanto appartiene alla società ha diritti e doveri sociali. L'uomo politico è addetto in qualche modo alla visione, alla valutazione dei problemi sociali. Del presente e ovviamente del futuro. Ho l'impressione che si dia una strabiliante rilevanza al presente, occupandosi meno, coscientemente o non coscientemente del futuro, che è assai più drammatico, se non tragico, del presente. L'Intelligenza Artificiale, volta a fini delittuosi, può distruggere l'umanità. Anzi, preciso: in alcuni laboratori è studiato il modo per suscitare 'qualcosa' che possa, anzi può, rovinare l'umanità. Esempio, un prodotto che distrugge la salute senza lasciare tracce e, quindi, senza lasciare denominazione riconoscibile del colpevole. Ma , incredibile, l'Intelligenza Artificiale potrebbe, può agire spontaneamente; una volta resa operativa, può compiere azioni inaudite ed errori pessimi. Alla sostanza, stiamo delegando all'iItelligenza Artificiale la nostra intelligenza, le nostre decisioni . Fidandoci dell'Intelligenza Artificiale, ci affidiamo all' Intelligenza Artificiale, errori ed orrori possono avvenire. Per esemplificare in maniera attuale, la morte di centinaia di studenti nella capitale iraniana causata dai nordamericani pare sia avvenuta per un errore dell'intelligenza artificiale. Io credo sia una giustificazione, ma peggio ancora se è accaduto davvero. Inoltre, l'Intelligenza Artificiale potrebbe conoscere tutto di tutti.Quello che non si dichiara è lo scopo ultimo dell'Intelligenza Artificiale, terribile: scovare un modo per annullare gli avversari, perfino annientarli, paralizzando la risposta degli avversari. Insomma, se qualche Stato intende dominare il mondo, si rivolge all'Intelligenza Artificiale per inventare un'arma che distrugge le armi altrui e rendere milioni, miliardi di persone sottomesse. Impedire questa finalità dovrebbe essere lo scopo comune di tutta l'umanità, diversamente rischiamo non la guerra, ma l'annientamento, venga da parte degli Stati Uniti, da parte della Cina o di chicchessia. Questo si sta cercando nei laboratori: creare un'epidemia diffusissima senza rintracciabilità; un'arma che impedisce alle altre armi di agire. Sono scopi disumani, che dovrebbero essere negati da tutta l'umanità.

Negli Stati Uniti sta accadendo un evento poco, poco, pochissimo rilevato. Un ente che opera nell'intelligenza Artificiale, Antrhopic, è in conflitto con lo Stato americano in quanto si è rifiutato di coIlaborare a strumenti del genere, che considera nefasti. Altri enti lo hanno sostituito e collaborano. C'è da sospettare che la Cina faccia altrettanto.

C'è un aspetto di un futuro già presente, che sbalordisce non sia considerato, anche se è comprensibile data la gravità senza rimedio: i licenziamenti da robot intelligenti. E i lavoratori che si sono appellati per licenziamento ingiustificato non hanno prevalso. Quindi noi ci troveremo quantitativi di licenziamenti legittimati. 

Immaginare pochi ricchi, pochissimi ricchissimi, moltissimi poverissimi, i
"padroni" che vengono serviti da robot non è una raffiguraziine degna. Sciaguratamente taluni vogliono questa società.OCCORRE UN CAPITALISMO SOCIALIZZATO.

                 

In passato l'affarismo aveva un riscatto nella civiltà, non si limitava all' economia, necessaria, grandiosa, inventiva, ardimentosa ed utile, soddisfattiva, con durezza, anche, ma soddisfattiva, in forme variate. E permaneva la coniugazione con l'arte, la cultura. Oggi vi è un cambiamento,l 'economia si presenta a nudo, spietata, indurita, incattivita dalla difficoltà di vincere . Il che è accaduto sempre, un combattente, un pugile, un atleta che scoprendo gli avversari in condizioni di supereriorità o antagonisti ferini diventano scorretti e ricorrono ad ogni mezzo per vincere. Addirittura tentano una vittoria disonesta ,degradata . Pur di vincere, appunto. E'accaduto. Ma oggi accade senza riscatto culturale, artistico. Spoglio affarismo. Proclamato, vantatato, esaltato. Questa è decadenza, decadimento. Una civiltà non dovrebbe condursi nell'affarismo e risiedervi come fondamento orgoglioso della propria esaltazione. L'Occidente europeo ha sempre convissuto economia, arte, cultura.E la stessa libertà si svaluta se perde qualità. Un Occidente affaristico, libero ma depresso di qualità , è nemico di se stesso anche se vince i nemici esterni. Il nemico interno, affarismo e libertà priva di qualità,ci roderebbe , corroderebbe, disperdendoci nelle vaste plaghe delle società scarse di civiltà- E vantare esageratamente i trofei affaristici infiacchisce maggiormente. L'economia inassociata alla cultura, all'arte, ad una libertà qualificata offre spettacoli clamorosamente esibiti ma cadaverici. Niente che resti nella secolarità dell'espressione. L'effimero per un pubblico effimero ammiratore del niente eclatante sostanziato dai mezzi di comunicazione che ingigantiscono il moto delle foglie al venticello. Occorre difenderci anche con le armi dell'arte, della cultura! Altrimenti, che difendiamo? Una immensa comunicazione ,minima espressione, la nostra malattia cancrenosa.

Mi sono aggirato e coinvolto nella sentita problematica dell'amico Tommaso Romano. Il quale centra nettamente la questione:valore del singolo, uno, irripetibile, di pregio assoluto nella sua induplicità;la libertà, senza di che l'individuo non si manifesta;la creatività, espressiva, imprenditoriale; la coesistenza dell'espressività estetica con la scienza e la tecnica... Aggiunge aspetti metafisici, etici nella sfera cristiano-cattolica che potrebbero limitare l'universalismo che Tommaso esalta, il singolo unico e però "tessera" nella umanitàeffettivamente umana. Ma Tommaso Romano reputa il cristianesimo cattolico costitutivo dell'umanesimo, quindi universale, il cristiano/cattolico individualizza l'universale umano. Dico, per Tommaso Romano. Non so quanto convicerebbe un induista, un buddista, un mussulmano ma Tommaso Romano scrive per tutti ma segnatamente almeno per dare riconoscimento all'Occidente.

Purtroppo l'unicità individuale e la libertà come espressione e cognizione sono a livello ghiacciato. Trionfa il vincolo dei mezzi di comunicazione per le masse e masse avvinte agli strumenti di comunucazione, libertà e unicità perdono qualità. Senza qualità, tutto perduto.

Ma noi siamo ossequienti all'elitismo cognitivo/espressivo, caro Tommaso.Apprezziamo l'uomo e diamo il meglio di noi stessi. Libertà, unicità, qualità!ù

Sul rapporto che Romano stabilisce, l'uomo che sorveglia la tecnica, faccenda che obbliga ad ulteriiori notazioni.

 

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