Ernesto Reina “Essere conservatore oggi” (ed. Ex libris) - di Francesco Paolo Pasanisi
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- Category: Scritture
- Creato: 20 Febbraio 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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“Essere Conservatore oggi” è l'ultima opera di Ernesto Reina, libero professionista ed ingegnere, che ha già pubblicato diversi saggi. Questo libro, con prefazione di Antonino Sala, mette in luce il poco conosciuto pensiero conservatore contemporaneo. Il testo, pubblicato da qualche mese dalle Edizioni Ex Libris, rientra nel genere storico-politico-sociale e la speculazione filosofica dell'autore non è solo teorica ma si fa prassi e la si può annoverare fra le tipologie delle soluzioni concrete di una politica lontana dalla partitica. Infatti essa tiene conto dell'umanesimo coerente delle persone, verso le quali il rispetto è sacro, rimanendo lontano dalle utopie e analizzando le ideologie per dare una soluzione ai problemi relativi al dibattito politico attuale. L'analisi dell'argomento trattato è esaustiva anche se Reina da un punto di vista formale lo vede un po' disarticolato ma non è così infatti gli elementi principali del conservatorismo e i suoi punti di forza seguono una certa logica tipica delle speculazioni filosofiche. Il lessico è piacevole, scorrevole e i periodi sono brevi e chiari per chi legge il testo, che passa dalla narrazione al dialogo in modo convincente. Nel volume prevalgono le spiegazioni anche se il terzo capitolo presenta un dialogo fra due amici.
Lo scrittore, sempre con discorsi coerenti, precisa, approfondisce e attesta i principi fondamentali di un moderno pensiero conservatore in armonia con la modernità. Cioè rivolto ad una politica realistica, attenta al bene comune e alle tradizioni nazionali. Quindi conservare, preservare un dato istituzionale, rinnovare diffidando dei mutamenti improvvisi, tipici dell'ideologia della rivoluzione. Il conservatorismo si rivolge verso tutti ma principalmente a quella maggioranza, ceto medio, finora rimasta troppo silenziosa, ma non più disposta a sopportare l'anarchia, il disordine e l'illegalità elevati a sistema nel mondo di oggi. Il conservatorismo è considerato uno stile di vita più che un'ideologia. L'autore qui ricorda “La rivoluzione conservatrice” di Amir Mohler (1920-2003) e il manifesto dei conservatori” di Giuseppe Prezzolini (1882-1982).
Il pensiero conservatore nasce in Irlanda con Edmund Burke (1729-1797) e influenza tutti i pensatori tradizionalisti, reazionari e controrivoluzionari. Oggi in Europa e Italia il conservatorismo non rompe con la tradizione e i paradigmi morali, filosofici e politici sono ben chiari come afferma l'autore, “infatti conservare gelosamente i nostri valori ed il nostro bagaglio culturale, adeguandoli sempre ai tempi, vuol dire vivere in armonia con la modernità e quindi senza il rischio di apparire sorpassati”. Bisogna guardare al futuro rinnovandosi e non tralasciando il passato e non farsi ammaliare dalle utopie o sfociare nella reazione. Non è ostilità al progresso ma resistenza a un cambiamento fine a sé stesso. [La “democrazia” non è la forma di governo migliore in assoluto ma sicuramente la meno peggiore di quelle conosciute...] L'autore riesuma concettualmente il “Partito della Nazione”, storicamente di formazione cattolica, ma è semplicemente un'ipotesi. Così da suggerire un soggetto politico unico che può superare le divisioni infinite in uno stato senza inficiare la forma politica della democrazia anche perché il metodo democratico è insito nella prassi democratica. Quindi soggetto considerato alternativa al partito o ai partiti e non partito.
Un buon conservatore è: nazionalista, tradizionalista, cristiano e realista. Egli contrasta le ideologie marxista e liberale. La prima perché con l'egualitarismo livella tutto e abolisce la proprietà privata, la seconda poiché accentua l'individualismo ed ha una idea di stato e di governo molto labile. Anche se nel passato vigeva una concezione storica di un conservatorismo liberale (nda), lo scrittore però tende ad una concezione nuova dell'essere conservatore che supera tutte le ideologie e tendenze dei secoli passati.




