Valentina Vadalà, "Palermo Devotissimo. Chiese e Territorio" (Ed. Salvare Palermo) - di Gaetano Celauro

Un volume edito da Salvare Palermo, Fondazione Onlus che si occupa della salvaguardia, tutela e conservazione del patrimonio storico e artistico della città di Palermo e del suo territorio.

Un volume ricco di illustrazioni  e fotografie ad opera di Arturo Di Vita, che nasce e si muove esprimendo il suo autentico e sentito amore verso la città. Si analizza in particolare il rapporto tra il costruito e il territorio urbano che gli sta intorno.

Un volume da  leggere ed apprezzare con un appendice corposa costituita da oltre mille schede, una per ogni singola chiesa. Appare essere come un manuale necessario per chi opera in questo settore della città, siano questi studiosi, architetti ed ha necessità di avere subito un riscontro per approfondire e scoprire la città.

Si tratta di schede sintetiche che pur tuttavia hanno una mole di notizie ed informazioni incredibile. Sono articolate le chiese esistenti, distinguendole da quelle già distrutte come pure gli oratori. Inoltre in ogni scheda, a parte i vari e brevi cenni che indicano la data, il luogo, la denominazione, come sono e quando sono state realizzate; nel caso delle chiese di recente costruzione, si ha un repertorio di architetti che hanno realizzato molte chiese, in numero maggiore rispetto a quanto si possa immaginare. Forse dopo la guerra mondiale, la ricostruzione e l’ampliamento dei quartieri periferici ha portato l’arcivescovado , nella persona del cardinale Ruffini, ha spinto questi a incrementare le parrocchie ed una chiesa per ogni quartiere nuovo che si andava ad edificare. Una circostanza poco usuale che tanti architetti si occupassero di costruzioni religiose, tutti in un particolare momento. In ogni caso si tratta di un repertorio molto significativo e completo che è partito da tutte le fonti classiche che si conoscono. Ma molte dovrebbero essere recuperate tra i manoscritti del Mongitore, o dalle pubblicazioni che ci sono state per fortuna ad opera di Francesco Lo Piccolo. Mongitore in particolare si interessa sia delle chiese urbane che quelle di campagna.

In poche righe viene adesso condensato quanto sopra nelle schede in appendice al volume che nella parte iniziale  di testo del volume, si occupa della storia della città che è la storia delle sue chiese. E questo a partire dalle prime “pietre” della cristiania, con le prime chiese fino dalla Cattedrale, sino ai nostri giorni. E in questo rapporto, si va ad approfondire di volta in volta, da dove nascono, e per quali motivazioni, quali sono i committenti; vi tutta la fase dell’identificazione delle chiese che nascono come parroccchie o come devozionali o per le maestranze.

Vi è da notare poi come con la storia più recente, quella dell’Unità d’ Italia, vi sia stata una gravissima perdita di questo patrimonio, in quanto nell’acquisizione al patrimonio pubblico, gli edifici religiosi sono stati utilizzati per improprie destinazioni d’uso. Si è così in buona parte stravolta, l’architettura monumentale di questi complessi che erano delle vere e proprie cittadelle e con un ricco patrimonio custodito all’interno. I conventi infatti aveva delle ricchissime biblioteche di grande pregio che vennero smembrate e/o andarono perdute

In trasparenza pertanto, si legge in introduzione la storia della città. Sulle chiese distrutte, diverse le motivazioni, o  a causa della guerra o per esigenze urbanistiche come nel caso della costruzione del Teatro Massimo o per la apertura della via Roma. Il tema delle trasformazioni è abbastanza recente specie in una società dove la devozione è andata diminuendo; molte chiese prive di custodia poi sono state abbandonate e depredate come pure hanno mutato destinazione d’uso. La prima a divenire Moschea è stata la Chiesa di S. Antonino dei giardinieri in piazza del Gran Cancelliere; più recentemente la vicenda del crocifisso di Lurda? nella zona di sant’Agostino, dove prima vi era un negozio di tessuti. E la comunità locale composta prevalentemente da asiatici, l’ha trasformata in Moschea. In piazza Bonaccini ancora un precedente istituto religioso è stato trasformato in Albergo. Si tratta di una questione che riguarda tutta Italia, addirittura a Venezia delle Chiese sono state trasformate in luoghi di ritrovo, pub…etc. con poco rispetto di quello che erano cioè dei luoghi sacri.

D’altra parte le alternative alla mancanza di custodia sono poche e la Curia tende a vendere un patrimonio immobiliare che non ha più la consistenza economica per potere reggerne la manutenzione. Vi è un capitolo dedicato alle chiese trasformate mentre per i Conventi, si ricorda il caso di san Giacomo dei Militari dentro la Caserma Dalla Chiesa che fino a 15 anni addietro era utilizzata come autofficina. Questo come altri, sono esempi della trasformazione e degli stravolgimenti subiti dopo essere passati, alcuni beni di grandissimo valore e pregio al patrimonio pubblico.

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Un volume importante che è anche un operazione di memoria che con la grande massa di dati contenuti, ordinati dentro una griglia che tiene fermi, è uno strumento che fa si che la memoria possa agire dentro quelle scalette dei capitoli che precedono la schedatura.

Si hanno le fonti, le tipologie, la dedicazione, i periodi storici ed anche quello che è stato il significato come ruolo di potere di questa istituzione a diversi livelli. E questo perché erano diversi i suddetti ruoli, si pensi ad una abbazia, dove un abbate aveva di diritto un seggio al Parlamento, avendo pertanto un ruolo di potere, decisionale non indifferenre. E lo stessi gli arcivescovi, i vescovi.. etc.. Ma le piccole chiese gestite dalle Compagnie , non erano da meno, in quanto mettersi sotto l’ombrello della Curia, serviva a non essere fagocitati da meccanismi che facevano si che una città funzionasse in una certa materia.

Questo libro non è solo un elencazione di Chiese che sono 1032, tra quelle esistenti, distrutte o trasformate. Ma dietro ognuna di queste chiese vi è una Storia e una serie di cose implicite che vanno approfondite. Il libro è uno strumento necesario ed indispensabile che supplisce a ricerche a ricerche in loco su argomenti poco noti. Vedi tra questi i c,d, Misuratori del frumento che erano quelli addetti ai Caricatori. Questi misuravano il frumento in entrata e quello in uscita ed avevano un Oratorio sito in vicinanza dei magazzini del frumento che erano nei pressi dello Spasimo. Era un piccolo Oratorio che era dedicato ad una meditazione particolare per San Giuseppe. Un locale che nel tempo è mutato, in parte preso dalla vicina libreria e officina per carrozze e poi distrutto da un incendio, ma rimane la cripta sotto l’asfalto di Piazza Magione. Una cripta che non è segnata in nessuna carta del sottosuolo di Palermo e per questo la memoria serve per toglierla dall’oblio.

Ed ancora la chiesa di san Giuliano ed Euno, due martiri, il primo un nobile mentre il secondo un semplice portantino. A Roma esiste un altare che era stato commissionato da una famiglia importante che non li raffigura entrambi.

Nel 1649, si crea la Confraternita di san Giuliano ed Euno, all’indomani della rivolta del 1647/ 1648 con il cardinale Trivulzio? Repressa con impiccagione di popolani ed uccisione di Giuseppe Alessi. Mentre chi aveva appoggiato la rivolta se la cavò con solo qualche anno di esilio.

Poi l’oratorio di san Corrado, sempre in quella zona, in via Vetriera di cui esistono solo le mura in quanto è divenuta la “ Casa Di Paolo”, il luogo dove vi era la Farmacia dei Borsellino che abitavano di fronte, nel Palazzo Camposanco?. Ma prima ancora di essere adibita a chiesa quel locale ra stato adibito a Chiesa Lancasteriana in cui si insegnava alla gran massa di gente analfabeta con metodo particolare dove i più sapienti aiutavano gli altri. I banchi erano dei grandi cassoni che contenevano della sabbia sulla quale si segnavano le lettere e i numeri.

Sulle Chiese molte sono state fatte nel dopoguerra mentre quelle antiche sul territorio sono state protagoniste di un fenomeno che ha visto l’emigrazione di opere d’arte dalle chiese distrutte dalle bombe o dalla speculazione in altri siti.

 

 

 

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