Diònisio il Dio della vite – Adattamento mitologico di Giovanni Teresi

Il mito di Diònisio ed il culto della vite 

Strepito, suono, gran folla, gran tripudio. Eccolo, è là, guida uno spensierato e disordinato corteo; è Diònisio, il giovanissimo dio della vite, incoronato d’edera; bella è la sua guancia dai lineamenti quasi femminei, la sua testa coperta da voluttuosi riccioli.

Egli guida quella folla felice, gioconda, forsennata:

Chi vuol essere lieto, sia!”, sembra gridare Diònisio, invitando tutti i viventi.

Egli, figlio di Zeus e Sèmele, una mortale che fu incenerita da Zeus, passa tra le vie della città. Era, per la gelosia, scendendo dall’Olimpo sulla terra, assunto l’aspetto di una vecchia, andò a trovare Sèmele e le disse:

Conosci l tuo sposo, che mai ti si rivela; forse egli t’inganna, dicendoti che il figlio che aspetti è prole di Zeus”.

Iddio, però, non si può conoscere: non può lo sguardo degli uomini sostenere il suo fulgore e l’ignara figlia di Cadmo pregò ardentemente lo sposo di rivelarsi e tanto lo pregò che egli acconsentì: ma restò incenerita non appena si manifestò a Zeus, il quale solo con un prodigio potè salvare il figlio che ella portava in grembo.

Diònisio così, rimasto orfano, venne affidato alle Ninfe ed allevato entro un’odorosa grotta d’un favoloso monte, opaco per folte e verdeggianti selve, il monte Nisa, fragrante di fiori. Crebbe confortato dalle Ninfe ed educato da Silèno, che, sebbene assai vecchio, seguì il suo alunno nelle allegre preregrinazioni per valli ubertose.

Ora è qui Diònisio e ride e canta e suona e balla, infondendo in tutti allegria: fremono perfino i cuori degli immortali e trovano misterioso oblio anche le menti dei mortali, che in quella festa sono invasi da indicibile piacevolezza. Passa Diònisio ed elargisce abbondante vino puro, il succo dell’uva, che nasce tra pampini e tralci. Giovani e vecchi, fanciulli e fanciulle bevono e cantano e s’uniscono al coro di Ninfe innamorate e allegri satiretti  … e via le preoccupazioni, gli affanni, i dolori!

Sopra un asinello il vecchio Silèno è traballante, ma lieto e giocondo, tuttavia; gode di quella baldoria, si diverte assieme a tutti gli altri. in mezzo a quella folla di uomini, satiri, ninfe, tripudiano anche leoni, pantere, capre; saltano anche loro, ballano al suono ed al canto del gioioso Diònisio, dispensatore d’ebbrezze, che tutti accomuna nello strèpitio giocondo e forsennato.

Chi vuol essere lieto, sia!”.

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