Elio D’Anna, “Corpo e potere: Messalina, splendore e abisso di Roma” (KDP Edition) – di Gaetano Celauro
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- Category: Scritture
- Creato: 10 Luglio 2026
- Scritto da Redazione Culturelite
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Dopo i precedenti suoi riusciti lavori (cfr. in ultimo "Le ceneri di Troia" e"Un amore di Catilina") ecco ancora Il mondo classico dell’antica Roma fare da sfondo e teatro d’ azione di questa ultima intrigante opera di Elio D ‘Anna, già docente di lettere classiche nel Licei.
Corpo e Potere, il titolo significante di questo suo romanzo storico che ha come sottotitolo “Messalina, splendore e abisso di Roma”, che narra il transito terrestre assai breve di Valeria Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, mettendo a fuoco la complessità interiore di una donna fuori dai canoni della sua epoca.
Appare riduttivo, fallace e fuorviante il volere definire Messalina, il cui nome è entrato nell’immaginario collettivo, quale mera e semplice icona di scandalo e depravazione, risultando invece essere stata una donna in possesso di una personalità complessa, con un’incredibile forza interiore, percorsa da desideri profondi, pur non scevra da calcoli politici.
Una narrazione, quella di Elio D’Anna, dove si interseca con stile ed eleganza, nella cifra stilistica specifica dell’autore, il vissuto personale di questa donna e i grandi eventi politici di Roma, immergendo il lettore nel clima opprimente e ambivalente della corte imperiale romana dove albergava ipocrisia e violenza, più o meno manifesta.
L’autore eccelle nella descrizione degli ambienti e delle atmosfere di un’epoca e nell’accorato, sentito e partecipe ritratto femminile di una giovanissima imperatrice romana con un animo tormentato. Una personalità quella di Messalina, segnata anzitempo da un’infanzia difficile e da un precoce matrimonio che la vede appena quindicenne andare in sposa all’anziano e goffo Claudio, di quasi quarant’anni più anziano di lei. Questi, era parente dell’imperatore Caligola, la cui uccisione nel 41 d.C. si colloca nel c.d. periodo degli imperatori assassinati, una serie di omicidi e congiure che caratterizzarono la dinastia Giulio-Claudia e i decenni successivi.
Quello di Messalina era stato un matrimonio deciso per motivi dinastici e di equilibrio politico, vantando entrambi i coniugi nobili progenie, discendendo anche Messalina dalla Gens Julia.
Ma ecco che ad un tratto congiure di potere portano inaspettatamente Claudio, vissuto sino ad allora ai margini della corte ai vertici dell’Impero con a fianco Messalina. Era stata un unione caratterizzata da notevole differenza sia caratteriale oltre che di età anagrafica da cui sarebbero scaturiti tristi e nefasti eventi.
Si uniscono nel romanzo momenti di leggerezza, sensualità, passione emotiva a elementi di drammaticità in ragione della morte violenta della giovane protagonista appena adolescente a soli 23 anni. Ma l’autore esprime il meglio nelle pagine, dove si rispecchiano sentimenti e sensazioni con espressioni di acuto lirismo e preziosità formale. Eros e Thanatos, sentimento e brama di potere, si incrociano nel narrato che vede la seducente Messalina soccombere prematuramente per mano assassina.
Particolare lo struggimento che attanaglia la protagonista, presa da un amore odio verso Narcisso, schiavo più che fedele dell’imperatore che sfugge alla seduzione del suo corpo. Messalina ebbe diverse relazioni più o meno fugaci, in ultimo con Silio di cui si era innamorata e che fu la sua rovina, celebrando con questi delle nozze fantasiose, mentre Claudio era a Ostia. Ma l’imperatore ritornò subitaneamente a Roma, venuto a sapere dell’inganno dal fedele Narcisso che temendo le rappresaglie di Messalina, incitò l’imperatore ad eliminarla e ottenutone l’assenso la fece uccidere da un pretoriano nell’estate del 48 d.C. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati dall’A. nei minimi particolari non ultimo nei vestiari che esaltano corporeità e sensualità femminile come strumento di ascesa al Potere che si ritroverà anche nelle pagine finali nella figura di un’altra donna emblematica dell’antica Roma, Agrippina, madre di Nerone. Un eterno femminino che domina, perdura e persiste “nell’abisso e nello splendore di Roma”.




