Ipotesi di coesistenza – di Antonio Saccà

All'ingrosso, vi sono due strategie da parte dell' Occidente, la strategia nordamericana e la strategia europea. La strategia europea la definirei neo- colonialista. Si tratta della collaborazione, per così dire, tra noi Paesi sviluppati, con alti costi salariali e delle merci e Paesi che si sviluppano con grandi popolazioni, bassissimi salari, minimi costi di produzione. Noi crediamo che attingendo da Paesi dai minori costi veniamo avvantaggiati. Poi magari vendiamo da noi a costi superiori ottenendo profitto. Questa è la strategia che da tempo domina l'Europa. Quando è cessata la evenienza di commerciare con la Cina, immediatamente ci siamo rivolti all'America del Sud e all'India. 

Ho segnalato ripetutamente che una tale strategia può valere nel breve periodo. Con il tempo, acquistiamo enormemente di più di quanto vendiamo e la deficienza commerciale si fa sentire. Inoltre, fatto autenticamente rivoluzionario, di cui non teniamo conto, questi Paesi non sono più quelli di una volta: producono e hanno altissima tecnologia, sicché, con i bassi costi produttivi, inondano i nostri mercati e con il tempo, dicevo, ci sovrastano. Non sono più Paesi come le antiche colonie, che non producevano, sono Paesi concorrenziali, e nella concorrenza vince chi vende a prezzo minore. Non soltanto sono concorrenziali, ma lo sono su tutto. Quindi l'illusione nel lungo periodo di avere vantaggio in queste determinazioni neo-colonialiste sono perdenti. Basti pensare a quanto è successo con la Cina, l'abbiamo resa potente proprio in quanto esportava da noi e noi ci illudevamo di avere vantaggi ad acquistare a minor prezzo. Mi fermo per il momento a questa analisi.

La strategia americana è tutt'altra. Con i dazi, con le sanzioni, cerca di frenare le importazioni, quindi l'opposto di quanto fa l'Europa. Ma si spinge ben oltre: obbligare in tutti i modi Paesi dai quali può trarre vantaggio a rendersi servili nei confronti degli Stati Uniti, concedendo le loro materie prime o subendo ostracismi e perfino attacchi militari. L'ha fatto con il Venezuela, lo sta facendo con Cuba, lo vorrebbe fare con l'Iran e tutto sommato e fondamentalmente con la Cina. È una strategia che sta avendo apparente successo. Con il Venezuela è riuscita in pieno, sembra. Con Cuba sta massacrando l'economia cubana. Ovviamente, troverà una modalità con l'Iran o cerca di trovarla; gli accordi eventuali sarebbero quelli determinati dagli Stati Uniti, che per voce del Presidente si dimostrerebbe "generoso". Tale vagheggiata generosità del Presidente americano contrasta nettamente con gli interessi della Cina e della Russia, le quali hanno rapporti stringenti con l'Iran e Cuba. E si pone l' incredibile e terribile problema: se la Russia e la Cina non stanno a giocare da perdenti la situazione, cosa succederà? Sembra che la Cina, ma anche la Russia, vogliano ancora fornire Cuba, mentre gli Stati Uniti hanno posto un blocco navale e sembra  voglia aiutare Cuba  anche il Messico. Sembra che Russia e Cina vogliano fare esercitazioni militare nella zona iranica, mentre navi statunitensi si dirigono nello stesso luogo. Che potrebbe accadere se gli Stati Uniti attaccano l'Iran in quelle situazioni, o comunque ci fosse qualche scontro equivoco tra cinesi-russi e gli americani? È evidente, tanto nel caso di Cuba che nel caso iraniano,  che Russia e Cina non vogliono obbedire agli Stati Uniti. Sarà quel che sarà. Noi viviamo nell' orlo della catastrofe e gli Stati Uniti sono convinti, a quanto pare, che né la Russia, né la Cina affronterebbero una guerra apocalittica e quindi finirebbero con il cedere alle  loro iniziative . Ma è un azzardo. E come sempre nell'azzardo, il rischio è immenso. La domanda essenziale: gli Stati Uniti hanno un'alternativa a questa strategia? No! Se intendono essere e rimanere i dominatori del mondo, non hanno altra alternativa. Questo è il vero problema. Sarebbe difficilissimo convivere con potenze espansive e la Cina è una potenza espansiva, ma diventa impossibile se non si vuol convivere. 

Noi oscilliamo tra la difficoltà e l'impossibilità e la strategia statunitense è la strategia dell'impossibilità. Con il rischio conseguente a questa strategia. L'impossibile causa la catastrofe. Intendiamoci, il Presidente americano ha dimostrato anche molta cautela e sa fermarsi avanti al precipizio. Notizie recentissime comunicano che non vi sarà attacco all'Iran, destabilizzerebbe l'intera zona e oltre. Ma si sta mettendo in movimento una strategia che può non regredire, veramente un rischio. Sarebbe impossibile convivere nella diversità? Difficilissimo. L'espansione cinese dovuta alla convenienza competitiva è micidiale per l'Occidente. Allora, c'è possibilità per l'Occidente di concorrere pacificamente con la convenienza cinese Tentiamola! Non è fuori dal mondo la possibilità di produrre a minor costo, magari rinunciando agli elevatissimi profitti. Qualcuno ha mai pensato che i profitti da noi sono enormi? E se innovassimo estremamente la tecnologia, a che livello potremmo abbassare i costi? Certo, competere con miliardi di persone che abbattono i costi in maniera radicale, non è facile per niente. Ma da parte nostra non è che favoriamo i consumi, favoriamo i profitti.

Un tentativo di favorire i consumi al posto dei prodotti lo tenterei. Del resto, favorendo i consumi, in una maniera indiretta si favoriscono i profitti. Un'esperienza diretta: un verduraio in un mercato vicino casa vende a basso prezzo, tutti gli altri verdurai sono spariti e questo verduraio superstite formicola di clienti. Non voglio fare di questo esempio un esempio planetario, ma sono convintissimo che l'innovazione tecnologica, la minore sete di profitto, l'accrescimento dei consumi favorirebbe l'economia interna. 

Per fare capire l'assurdità della situazione, le misure daziarie degli Stati Uniti non hanno favorito una produzione interna a basso costi, ma l'opposto. Pazzesco. Proprio pazzia economica. E questo perché? Perché se la mentalità è quella di dare profitto ai grandi gruppi economici, gli Stati Uniti possono avere tutto il petrolio del mondo, ma il consumatore americano non  avrà alcun beneficio.

Noi non stiamo facendo una economia a favore dei consumi del popolo, il profitto è indispensabili per gli investimenti. Ma se costituisce modo per succhiare il sangue ai consumatori, distrugge le società. Questo è il dilemma occidentale. Non si tratta soltanto della 'colpa' della Russia, della Cina o chicchessia, si tratta di una nostra distorsione economica. Puntiamo sui profitti. Disgraziatamente, è la via della della guerra. 

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