Salvare l’umanizzazione dell’uomo – di Antonio Saccà

La nota,su L’Opinione delle Libertà,  che l'amico Riccardo Pedrizzi ha dedicato al rapporto tra destra e cultura , egemonia di destra, egemonia di sinistra, provoca il definire”oggi”  cosa si intende per  cultura di destra e di sinistra,nell’occasione,le varie animazioni della destra. Difficile in un articolo ma non più di quanto lo sia trascurarne la necessità.  Da collaboratore della stampa di sinistra, L’Unità,Paese Sera, Critica Marxista, Mondo Nuovo,venni in urto con la Sinistra per  un mio libro, IL MARXISMO TRA IL SESSO E LA MORTE,  giudicato “fuori linea” , lo era, come e maggiiormente “L’Assoluto Privato” che dava valore all’individuo come IO non come intreccio di relazioni, al dire di Marx.Peggio ancora quantdo sostenni che la morte non è una caratteristica della specie, sempre al dire di Marx, ma una tragedia personale. Fuori dal marxismo per dissenso ideologico,restando consapevole delle Sue problematiche metodologiche, Materialismo storico, e delle analisi sulla evoluzione del capitalismo presenti nel marxismo,e da non trascurare.

Collaborai con IL TEMPO, all’epoca diretto da un personaggio libero  e comprensivo, Gianni Letta, con il Secolo d’Italia,Pagine Libere, Prospettive nel Mondo, Il Borghese soprattutto con un editore che alla Destra dedicò molto , Salvatore Dino, pubblicammo testi di Ugo Spirito, Nicola Abbagnano, Rocco Buttiglione, Giuseppe Sermonti,miei. Ritenere questo mio un cambio repentino, niente affato, raduno in poche righe anni.Il tentativo di quei tempi fu staccare la Destra dal Fascismo anche in territorio sociale, economico. Tenuto conto però che in  vasta misura la Destra non era liberista, in economia. Anzi ,la Destra Sociale ,ostilissima. Però si trattava da parte mia di ristabilire l’aristocrazia dello spirito o banalmente :la qualità, non scendere al popolo ma far salire il popolo che la sinistra identificava con il proletariato. Di capire e far capire che la qualità non è disprezzo, dominio, dimostrazione di superiorità e ,fondamentalissimo:  che ricondurre il valore alla diffusione ,alla portata di tutti, era ed è la catastrofe delle civiltà. Il tremendo errore della dialettica marxiana:che la quantità si trasforma in qualità. Io credevo, volevo che questo maldestro errore fosse combattuto, come doveva essere combattuto l’errore “contenutistico”, se scrivi di operai e contadini, se tratti male borghesi , aristocratici, vali. A Sinistra non era combattuto,questo errore.. E bisognava anche rendersi “facili”.  la squallida circostanza della poesia come un parlato scorritivo,, della prosa tira a campare, e continua.Il terraterra finto mosso..  Tanto ,valeva il “contenuto”, operai e contadini. Ma una Destra qualitativa non la trovai. nell’insieme Però ne trovai memoria e  soprattutto uno stato mentale disposto a non avversare la qualità, la possibilità di scrivere su personaggi annientati a sinistra e sullo stesso Marx con rispetto ma criticamente. Stesi la più analitica biografia di Karl Marx:Marx contro Marx, 1983, e la piu’ estesa biografia di Friedrich Nietzsche, dico:in italiano, un animoso sodalizio siciliano, Alfredo Fallica, Tommaso Romano , creò convegni su Nietzsche , memorabili. Da nominare anche Armando Verdiglione, in liberi convegni e pubblicazioni intenazionali.Abbiamo discusso in ogni continente.

Qualcosa, molto cambiava. IL PROLETARIATO NON ERA LA CONTINUAZIONE DELLE PROMESSE NON MANTENUTE DALLA BORGHESIA, SPARIVA DISSOLTO DALLA AUTOMAZIONE, Questo marxismo, imperniato sul proletariato finiva con la fine del proletariato sostituito dall’automazione. Credo di essere tra i pochissimi a cogliere “questo” difetto del marxismo. In ogni caso disgraziatamente deperiva anche la coscienza del rapporto società, qualità.forma, civiltà. Ma riconosco che almeno a Destra non si veniva considerati reazionari se uno stimava aspetti del pensiero di Niezsche. E parlare di qualità(forma). Sia ne IL TEMPO ,culturalkmente retto da Fausto Gianfranceschi e Antonio Altomonte, indimenticati amici, e nel Secolo d’Italia, con l’adesione ampia di Gianfranco Fini e dei Direttori,  Giano Accame  Maurizio Gasparri, Gennaro Malgieri, Flavia Perina  ed un redattore culturale effettivamente adeguato al compito, Aldo Di Letto, per decenni cercammo di esaltare il valore espresesivo e problematico , tutelarlo dal contenutismo, tutto ciò che è dalla mia parte, vale,e dal mercantilismo, vale quanto è vendibile. Ma l’epoca decresceva, dall’apprezzamento secondo ideologia si perveniva all’apprezzamento secondo vendita e reclamizzazione.

Allora, che è Destra, o sia o non sia Destra:SALVARE LA QUALITA’ESPRESSIVA INNAZITUTTO CHE SORGE DALL’INTERIORITA’, INDIPENDENTEMENTE DALL’IDELOGIA ,DALLA MERCIFICAZIONE PUBBLICITARIA.ECCLISSATA LA VISIONE MARXISTA DI UN PROLETARIATO ARRECATIVO DI CIVILTA’ VALORIALE SPETTA A CHI SENTE DI MANTENERE IL SENTIRE ESPRESSIVO, ESSENZA DELLA CIVILTA’ E DEL MANTENIMENTO UMANO DELL’UOMO, QUESTA DIFESA. In epoca di possibile espropriazione dell’espressività da parte dell’Intelligenza Artificiale il mantenimento dell’interiorità espressiva è compito di sopravvivenza umanistica. POTERI POTENTISSINI PERFINO SOVRANI SUGLI STATI E DOMINANTI SUL CETO POLITICO minacciano di condurre il Mondo a pochissimi straricchi, moltissimi semipoveri  e stabilire l’asservimento economico e inespressivo. UMANITA’ IMPOVERITA E SOTTO CONTROLLO. QUESTA POSSIBILITA’ ESISTE. BISOGNA DIRIGERE A VANTAGGIO DIFFUSO I GRANDIOSI RITROVATI TECNOLOGI, NON IN PUGNO DOMINANTE DI POCHI, I QUALI AVREBBERO TUTTO L’INTERESSE A DECULTURALIZZARE GLI U)OMINI. Non sono ipootesi , sono possibilità. Il controllo dei mezzi informativi e l’impoverimento da disoccupazione robotica costituiscono evenienze realistiche.  Destra o chi sia abbiano coscienza del cataclisma disumanante inespressivo che potrebbe costituire stavolta effettivamente una mutazione antropologica, i Robot umanoidi, gli uomini roboiti. LA COMUNICAZIONE UCCIDE L’ESPRESSIONE! LA POLITICA ABBIA VISTA RADICALE PER LA CULTURA E L’ARTE!DIFENDA SE STESSA, NON SOTTOMETTENDOSI AI  POTERI ECONOMICI. IMPOSSIBILE TRASCURARLI, POSSIBILE ORIENTARNE DELLE FINALITA’..

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