"Tra cielo e terra" di Antonio Saccà

Compagno della vita mortale ,compagno della sorte umana universale ,anche se ciascuno è solo, lanterna notturna nella piazza deserta ,non dimenticare che siamo colpiti a morte della morte ,e la mia sofferenza è la tua sofferenza, e la tua sofferenza la mia. Così dovrebbe essere ma non è ! Non uccidere l’uomo !Non uccidere l’uomo , è la

 morte che fa il suo mestiere, uccidendo la vita ! Ma tu ,uomo tra gli uomini ,mortale, mortale tra i mortali ,prendi coscienza di questa comune sofferenza . Non tentare di uccidere e di poter essere ucciso .Lascia alla morte il suo mestiere. Vedi ,se tu hai pazienza il nemico lo vedrai morire e se il tuo nemico ha pazienza, vedrà morire te. Se cerchi il godimento della morte, la morte naturale ti appaghera’.

Malattie , diluvi, terre scosse,fame , misera ,tanti modi per una

morte. Ma non per mano tua . Io sono a letto malato vedo malati ,qualcuno grida ,qualcuno patisce giorno e notte ,tutti in pericolo . Mi sorge una afflitta compassione,basta ,non accrescere con la tua mano ed il tuo pensiero la nostra sofferenza. Patisce già abbastanza l’uomo. Il male è colmo di male. Fermati,pensa te stesso e alla tua morte ,e quanto soffri della tua morte comprendi che anche l’altro soffrirebbe della morte ,anche l’altro soffrirebbe della morte ,era umano come te. E la tua mano resti sospesa tra cielo e terra.

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