"In ricordo di Gino Agnese" di Tommaso Romano

Con Gino Agnese muore un grande intellettuale e un caro Amico antesignano della riscoperta di Marinetti e di Boccioni già presidente della Quadriennale di Roma autore e giornalista raffinato e coltissimo. Capì con anticipo di decenni la rivoluzione informatica così come aveva compreso il Futurismo. Fu più volte mio ospite a Palermo e relatore alla Fondazione Tricoli. Ma soprattutto consolidammo la nostra amicizia e collaborazione nel Sindacato Libero Scrittori Italiani a Roma indimenticabile regista lo scrittore Francesco Grisi, che viveva vicino la casa di Gino.

Quando si discute, cioè in rare e serie occasioni, di una cultura con radici profonde non solo bisogna ricordare ma attualizzare e studiare patrimoni che studiosi liberi come Agnese hanno senza grandi appoggi saputo affermare con autentico coraggio in tempi di minoranza e di emarginazione.

Gino Agnese va inoltre ricordato per avere diretto la rivista Mass Media e per la lungimiranza con la quale si pose dinanzi alla rivoluzione informatica e sugli scenari di internet e della AI. Senza demonizzare come troppi reazionari andavano predicando, anzi sostenendo il nuovo Umanesimo sulla scia di Mc Luhan.

I suoi novanta anni sono stati bene spesi ciò non toglie la sensazione di vuoto che tante figure lasciano, restano i suoi testi le intuizioni gli orizzonti esplorabili, la figura ironica e gentile che l’origine napoletana sottolineava.

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